piero montanari

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L'AUTORE

mercoledì 2 dicembre 2015

Bologna - Roma, una partita da non giocare

Bologna Roma: ovvero, quando il calcio diventa pallanuoto

Finisce 2-2 la gara condizionata dalla pioggia e dal vento al Dall'Ara.

PIERO MONTANARI
domenica 22 novembre 2015 13:23

Finisce 2-2 Bologna Roma

Finisce 2-2 Bologna Roma
di Piero Montanari 

Bologna Roma, una partita di calcio rubata alla pallanuoto, che non doveva essere giocata viste le condizioni del campo ridotto ad un acquitrino e, in certi punti come le corsie laterali, ad una vera piscina per bambini.

Perchè sorprendersi? La partita andava certamente sospesa ma decideva per il si il "rigorista" Rocchi da Firenze, l'arbitro, per intenderci, che il 5 ottobre del 2014 allo Juventus Stadium, divenne il nemico giurato dei giallorossi, quando fischiò loro contro due rigori inesistenti. Forse non c'è dolo nel far giocare comunque Bologna Roma, ma un insulto al calcio si.

La partita, finita come si sa 2 a 2, con tre rigori assegnati, due alla Roma e uno al Bologna, racconta esplicitamente la difficoltà di essere giocata e arbitrata regolarmente nelle paludi del Dall'Ara, con una serie di errori del direttore di gara che, ci auguriamo, siano dipesi principalmente dalle condizioni del campo e non dalla cattiva postura mentale di Rocchi e Co, anche se facciamo una fatica terribile a sostenere questo assunto. Non siamo complottisti dell'ultima ora, però non capiamo perchè Rocchi faccia l'arbitro di calcio e non un qualsiasi altro lavoro. Una ragione infìda ci dovrà pur essere.

Cito, ad esempio, il gol del bolognese Mounier dopo10 minuti, che viene annullato per fuorigioco ma che sembrava buono, e il solare fallo di mano di Diawara in area bolognese da rigore netto non assegnato per la Roma e conseguente rosso per il difensore. Ma c'è ancora la mancata espulsione del portiere bolognese Mirante, che prende la palla con la mano fuori area e che si prende solo il giallo e, alla faccia di chi dice che siamo tifosi romanisti fondamentalisti, un rigore generoso dato alla Roma (il secondo) perchè prima c'era un fallo netto di Dzeko.

Di Bologna Roma, partita fantozziana comunque divertente, porteremo il ricordo dello stadio Dall'Ara che canta la Marsigliese e che scoppia in un fragoroso e lungo applauso alla fine dell'inno, che per un po' riesce a scaldarti il cuore, in una fredda serata di pioggia.

venerdì 13 novembre 2015

Roma Fiction Fest, intervista ai fratelli De Angelis


Sandokan, i fratelli De Angelis: la nostra musica per Sollima

Il Romafictionfest ha omaggiato ieri il grande Sergio Sollima: ecco l'intervista a Maurizio e Guido De Angelis autori della colonna sonora di Sandokan.

PIERO MONTANARI
venerdì 13 novembre 2015 09:59


di Piero Montanari

La nona edizione del Roma Fiction Fest ha reso omaggio ieri, 12 novembre 2015 a Sergio Sollima, scomparso a luglio all'età di 94 anni. Il regista e sceneggiatore, padre di Stefano ed apprezzatissimo esponente del cosiddetto cinema di genere, verrà ricordato con la proiezione di uno degli sceneggiati più amati della storia della televisione italiana, Sandokan, firmato proprio da Sollima, tratto dai romanzi di Emilio Salgari, e andato in onda sulla Rai nei primi mesi del 1976. Il Festival ha proposto al pubblico una vera e propria maratona durante la quale sono stati proiettati i sei episodi che costituiscono la serie. Nel segno di una serialità famigliare, l'evento è stato presentato dal figlio Stefano, regista di Suburra, ACAB - All Cops Are Bastards, delle serie Romanzo criminale e Gomorra, nell'ambito di un incontro a cui hanno partecipato l'amato e indimenticabile volto di Sandokan, Kabir Bedi, con Carol Andrè, Andrea Giordana, i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, autori della celebre sigla dello sceneggiato, e Federico Scardamaglia che lo aveva prodotto per la Titanus di Goffredo Lombardo. Proprio a Guido e Maurizio De Angelis chiediamo di raccontarci un po' della loro storia anche attraverso il rapporto con Sergio Sollima e il suo Sandokan.

Per quanti film avete fatto le musiche nella vostra lunga e fortunata carriera, e per quanti sceneggiati televisivi, più o meno?
Almeno 150 film di sicuro e gli sceneggiati televisivi non si contano, considerando anche Incantesimo per il quale avremmo scritto almeno 1000 ore di musica.

A proposito di questo, trovate ci siano differenze sostanziali tra realizzare musiche per il cinema piuttosto che per la televisione?
No, per noi non esistono differenze nel realizzare le musiche per un film per le sale piuttosto che per una fiction televisiva. L'importante è far uscire i sentimenti e le emozioni, ed è alla tua sensibilità di autore musicale che devi sempre fare riferimento, per cercare di mantenere alta l'emozione del racconto, per poi comunicarla al pubblico insieme alle immagini, in un connubio artistico che deve funzionare sempre nella maniera migliore.

Avevate già lavorato con Sergio Sollima prima di Sandokan?
No, prima di Sandokan non avevamo mai lavorato con Sollima, ma dopo abbiamo continuato nel tempo una collaborazione che è sfociata in film come Il corsaro nero, del 1976, Sandokan alla riscossa, del 1977, Passi d'amore nel 1989 e un film per la tv del 1998, Il figlio di Sandokan.

Come avvenne che la produzione (Titanus n.d.r.) vi chiese di realizzare la colonna sonora?
Avevamo già fatto Per grazia ricevuta, per la regia di Nino Manfredi, film che ebbe grande fortuna. Poi Lo Chiamavano Trinità, Più forte ragazzi, tutti grandi successi. La Rai ci propose questo sceneggiato tratto dai racconti di Salgari. In quel momento il direttore della seconda rete Rai era Pio De Berti Gambini che, col produttore esecutivo della Titanus, Elio Scardamaglia, vollero sentire il brano che avevamo preparato per la sigla iniziale. Ricordo ancora lo shock di quando facemmo l'audizione. Venne, oltre De Berti e Scardamaglia anche un giovane funzionario Rai, Giulio Mandelli, e l'appuntamento era allo studio di registrazione Forum di piazza Euclide a Roma. Mio fratello Maurizio ed io attaccammo l'urlo iniziale, Sandoka - an, Sandoka - an e, alla fine del brano, ci fu un gran gelo in sala. Pio De Berti e Scardamaglia si guardarono perplessi e preoccupati e poi guardarono noi pensando: "Questi sono due pazzi veri, ma che cos'è 'sta roba che hanno scritto?". Poi Mandelli ruppe l'imbarazzante silenzio tombale e disse:"Fantastico, meraviglioso, straordinaria idea!". De Berti e Scardamaglia, sempre molto perplessi, si sciolsero un po' e cominciarono a dire:" Ma siete proprio sicuri? Beh, se lo dite voi... Va bene... Però - aggiunse De Berti - perchè non facciamo il brano anche in malese?". Fortuna che lo convincemmo a fare solo due versioni di Sandokan, in inglese e ovviamente in italiano, perchè in malese non avremmo mai potuto, evidentemente. E poi - ride - a che titolo cantarlo in quella lingua? Le perplessità su questa canzone mi furono espresse anche dal mio amico, il grande Goffredo Lombardo, dominus della società di produzione Titanus. Lo incontrai poco tempo dopo l'audizione e anche a lui era giunta voce della strana originalità del brano che avevamo scritto. Gli spiegai che a noi, sia la Rai che Sollima, avevano chiesto qualcosa che, mentre si sta in cucina o ad apparecchiare la tavola prima della messa in onda dello sceneggiato, richiamasse l'attenzione, una specie di richiamo della foresta, tipo urlaccio di Tarzan, che significasse:"Sbrigatevi, sta iniziando Sandokan, forza, accorrete telespettatori!"

Con quale nome firmaste le musiche di Sandokan? Perchè sceglieste Guido e Maurizio de Angelis e non Oliver Onions? 
Firmammo le musiche ovviamente come Guido e Maurizio De Angelis. Gli Oliver Onions non esistevano ancora. Usammo questo brand in seguito, come nome di gruppo per le canzoni nei nostri film. Il nome inglese era stato scelto (da Susan Duncan Smith, n.d.r.) in funzione del mercato anglosassone che, per altro, rispose molto bene.

L'uscita di Sandokan ebbe pochissima pubblicità, non se ne occupò nemmeno il Radiocorriere Tv e la prima delle sei puntate venne trasmessa anticipatamente rispetto ai desideri di Sollima, che avrebbe voluto una messa in onda più in là nel tempo. Perchè, cosa accadde?
Sollima non era d'accordo sulla programmazione, e avrebbe voluto per Sandokan un giorno di uscita differente, con più pubblico televisivo. Era molto scontento, ma quando si rese conto, già dalla prima puntata, del grande successo di ascolto e soprattutto di gradimento - che all'epoca contava ancora molto - si quietò, ovviamente. Ricordiamo il record che Sandokan detiene ancora, con 27milioni di telespettatori.

Come fu il rapporto professionale con Sollima,? Vi suggerì qualcosa di particolare per le musiche?
Ma certo. Lui aveva già una grande esperienza cinematografica riguardo al genere avventuroso, al cinema epico, ed era anche piuttosto esigente. Ci disse subito che lui voleva i colori dell'India, che la musica fosse veramente attinente a questo paese. Ci chiese colori musicali specifici: flauti, sitar, crotali, percussioni tipiche e strumenti caratteristici indiani Voleva che fossimo legati all'ambiente e alle situazioni, ed insistette molto sul tema d'amore (che è uno dei più belli del film, n.d.r.).

Dove avete registrato le musiche delle sei puntate? Sollima assistette alle registrazioni?
Abbiamo, come ricorderai Piero, che hai anche partecipato al coro di Sandokan, registrato tutto alla Rca di Roma, che aveva anche in capo le edizioni musicali del lavoro, mentre Maurizio ed io eravamo solo autori. Ricordo che Sergio assistette a tutte le registrazioni delle musiche in sala. Si era entusiasmato a tal punto che non ne perdeva una, era contento, gli piaceva molto il lavoro che stavamo facendo e il rapporto con i musicisti che parteciparono: Enrico Ciacci e mio fratello Maurizio, che suonarono il sitar indiano, Adriano Giordanella e Mandrake alle percussioni, e poi Enzo Restuccia e Gegè Munari alla batteria, e tanti altri ancora che al momento non ricordo.

Le sigle delle trasmissioni Rai all'epoca potevano avere grande successo di vendite per via della promozione televisiva. Abbiamo già ricordato che la famosa sigla di testa di Sandokan non ebbe inizialmente l'approvazione dei dirigenti della Rai, perchè cantata e - sostenevano a viale Mazzini- non in linea con altre sigle che generalmente erano solo strumentali. Cos'altro si può aggiungere a questo pensiero?
Non vorremmo apparire presuntuosi, ma in Italia questa moda delle canzoni-sigla, cantate nei film, siamo stati tra i primi ad introdurla. Basti pensare a Flyng through the air da "Più forte, ragazzi "(canzone che vinse il Nastro d'argento nel 1973 e rimase prima in classifica per molto tempo) o Dune Buggy da "Altrimenti ci arrabbiamo", che fu altro grande successo. Era un modo molto "americano" di concepire la title melody, molto usata, ad esempio, nei film di 007. Così noi abbiamo applicato questo principio a quasi tutte le nostre colonne sonore perchè avessero una loro identità immediata ed una facile riconoscibilità. Il successo della canzone di Sandokan fece ovviamente cambiare idea ai dirigenti Rai.

Dopo il grande successo di Sandokan, avete continuato a lavorare con Sergio Sollima?
Certamente. Come già detto, con Sergio abbiamo continuato la collaborazione l'anno successivo, il 1977, con il film Sandokan alla riscossa. Poi ci fu Passi d'amore nel 1989 con Alessandra Martinez, e Il figlio di Sandokan del 1998, se ricordo bene.

Il Ritorno di Sandokan del 1996, sceneggiato in quattro puntate che doveva dirigere Sollima per la Rai, passò invece a Mediaset diretto da Enzo Castellari. Sollima, che criticò molto la nuova serie, disse tra l'altro: "Il nuovo Sandokan? Non ha nulla a che fare col vecchio sceneggiato, è un soggettino, un filmetto di categoria, come "Il ritorno di Ercole". Salgari non c'entra niente, e trovo di pessimo gusto che Guido e Maurizio De Angelis abbiano riutilizzato le due canzoni più note". Sollima parlava come una persona tradita e sembrava piuttosto arrabbiato con voi. Andò proprio così? 
Non mi ricordo bene questa cosa, perchè ci chiamò direttamente Canale 5 e non sapevamo del problema sorto tra Sollima e la Rai, che forse non comprò i diritti. Ci chiamò Mediaset per dirci che c'era da fare questa serie nuova e che l'avrebbe diretta Enzo Castellari. Noi non avevamo nessuna possibilità di decidere e c'erano già i diritti comprati da loro per i temi, e non potevamo quindi intervenire sulle scelte della produzione.

Sergio Sollima, nel corso della sua lunga e fortunata carriera di regista, è stato capace di passare da un registro avventuroso a uno drammatico, mantenendo sempre alta la sua straordinaria vis narrativa. Cos'ha significato per Guido e Maurizio De Angelis l'incontro con questo eccezionale regista?
Per noi Sollima è stato importantissimo, perchè consacrò definitivamente il nostro successo. Inizialmente (1972) avevamo fatto Per grazia ricevuta, con Nino Manfredi, il film che ci lanciò come autori di musiche per il cinema, ed era una commedia comica. Poi facemmo dei western, altre commedie, ma con Sollima entrammo nel cinema epico, nell'epicità pura, cosa che prima non avevamo mai fatto. Per noi fu un passo importantissimo per la carriera, un passo che ci fece salire un altro fondamentale gradino, dandoci l'opportunità di cimentarci con un altro modo di scrivere colonne sonore, in una direzione totalmente differente da quella che avevamo percorso prima. Siamo davvero molto grati al grande Sergio Sollima.

Voi, cari Guido e Maurizio, avrete sicuramente notato che c'è un mondo di fan che ruota attorno al vostro straordinario lavoro di compositori, ormai sulla breccia da quasi 50 anni. Che cosa vi è accaduto di singolare relativamente al vostro successo? Avete qualche storia tra le tante?
Guido: Mi ricordo che un giorno ero a Venezia, circa due anni fa, ed ero ad un party con dei produttori cinematografici. Ad un certo punto delle persone mi presentano Quentin Tarantino. "Piacere Tarantino" mi fa lui e io mi presento: "Sono Guido De Angelis" e lui mi fa, suscitando l'ilarità generale: "De Angelis, proprio De Angelis? Io conosco in Italia due fratelli che si chiamano come lei, che fanno delle musiche straordinarie che io amo moltissimo, e da queste musiche prendo sempre pezzetti, gli rubo molte musiche per metterle nei miei film". Quando finì di dire questa cosa scoppiarono tutti a ridere e lui disse imbarazzato se avesse detto qualcosa di strano, che non andava. Quando chiese perchè tutti ridessero, gli rivelarono che quel signore a cui rubava le musiche ero proprio io, con mio fratello Maurizio. "Adesso, caro Quentin - gli suggerirono tutti ridendo - è il momento di pagargli i diritti!"

mercoledì 11 novembre 2015

Questa sembra essere una bufala, anzi, una Bufalotta...


Luca Odevaine, Totti e il vigile con la pancetta

Dopo le parole dell'imputato di mafia capitale scoppia lo scandalo sugli agenti che sorvegliavano i figli del giocatore. Il commento di Piero Montanari.


PIERO MONTANARI
mercoledì 11 novembre 2015 18:58

Luca Odevaine, Totti e il vigile con la pancetta

Luca Odevaine, Totti e il vigile con la pancetta
di Piero Montanari

E' proprio vero quando ti casca addosso un mare di melma, quello che puoi cercare di fare è spargerne un po' in giro per liberartene. E' quello che sta facendo l'ex capo di gabinetto del sindaco Veltroni, Luca Odevaine, imputato eccellente del processo su Mafia Capitale, che ha cominciato a vuotare il sacco e a distribuire urbi et orbi (come le botte e a proposito di Roma) dosi massicce di guano.

Nella rete infamante dell'ex potente comunale, è incappato anche il capitano della Roma, Francesco Totti il quale, secondo ciò che dice Odevaine, assoldò dei vigili urbani pagati in nero per fare da scorta ai suoi figli, a rischio rapimento, come da soffiata di un ultrà della Roma appena uscito dal carcere.

Fu, secondo Odevaine, il preparatore personale di Totti, Vito Scala, a chiedergli assistenza per questa minaccia, e quindi si attivò per aiutare la famiglia di Francesco telefonando a l'allora comandante dei carabinieri Nicola Cavaliere. Il campione della Roma - sempre secondo Odevaine - scelse poi come guardaspalle alcuni vigili urbani del servizio di pronto intervento del centro storico, che stavano per essere pensionati e comunque fuori dall'orario di lavoro, pagandoli in nero.

Ora, se valutiamo il personaggio Odevaine e quello che di grave gli è caduto addosso politicamente e penalmente, non possiamo che considerare questa storia abbastanza irreale e scarsamente credibile, utile probabilmente a creare depistaggi o, quantomeno, ad alzare cortine fumogene atte a offuscare la realtà che sembra essere ben altra e ben più grave.

Prima di tutto, il rapimento del figlio di Totti e Ilary sembra una delle tante bufale che magari servono solo per captatio benevolentiae davanti a qualche poliziotto, anche se per queste balle c'e sempre e comunque una guardia che non va mai abbassata, soprattutto per i personaggi famosi. Poi è sinceramente improbabile che uno come Totti abbia bisogno di rivolgersi a dei vigili urbani in odore di pensione per farsi tutelare da ipotetici rapitori. Oggi ci sono decine di istituti di vigilanza privati che hanno in organico potenti 007 pluripalestrati e pluriarmati.

Vedere l'anziano vigile urbano del centro storico vicino alla pensione, con la pancetta e il fiatone correre dietro al probabile rapitore di Christian mi fa davvero sorridere, con tutto il rispetto, per carità. E poi le guardie private fa

Roma Lazio 2 a 0

Sport

La Roma si aggiudica il derby, ma Salah rischia la stagione

Un derby vinto con merito dalla Roma che però rischia di perdere il suo gioiellino Salah colpito davvero duramente da Lulic. [Piero Montanari]

PIERO MONTANARI
domenica 8 novembre 2015 19:11


di Piero Montanari
Il derby d'andata tra Roma Lazio ci racconta, oltre la meritata vittoria della Roma per 2 a 0, cose che travalicano il risultato, anche se il cuore giallorosso non può che esultare.
La prima considerazione è che la partita si è svolta in un' atmosfera che definire surreale è poco, condizionata dallo sciopero delle due curve dei tifosi e da una tra le più basse presenze di spettatori ad un derby romano, stimata in meno di 30 mila presenze, mentre fuori dallo stadio Olimpico lo spiegamento di forze dell'ordine, più di 1.400, è da guerra civile.
La paura di incidenti, alimentata anche da presunti minacciati e minacciosi arrivi di provocatori stranieri, è stata così grande da obbligare il prefetto Gabrielli a prendere decisioni che con lo sport c'entrano poco o nulla. Ma tant'è, ormai abbiamo passato il segno, e sappiamo che pochi pseudo tifosi tengono in scacco le curve degli stadi, allontanando sempre di più da questi la gente normale, le famiglie, i bambini, che chiedono solo di godersi una partita di calcio e fare festa.
La seconda considerazione è che ci sono giocatori a cui dovrebbero togliere il patentino a vita e non permettere più loro di giocare una partita di calcio, neanche quelle tra scapoli e ammogliati, perche sono "spaccagambe" a piede libero. Ovviamente mi riferisco a Lulic che al 13' del secondo tempo tocca durissimo Salah sulla caviglia, dritto per fargli male (e si vede bene dai replay), provocandogli probabilmente una brutta frattura o, peggio ancora, la rottura dei legamenti. Speriamo che i primi controlli mentano, ma temiamo il peggio, che potrebbe significare la fine della stagione dell'egiziano.
La partita l'ha meritatamente vinta la Roma, indebolita da grandi assenze, soprattutto a centrocampo, con Pjanic diffidato e De Rossi infortunato, anche se i laziali hanno da recriminare per un rigore dato per atterramento di Dzeko da parte di Gentiletti all'8', con il dubbio legittimo che fosse appena fuori area. La questione anche qui è controversa, perchè è vero che il fallo è iniziato fuori dall'area biancoleste con il piede del laziale, ma si completa dentro con il ginocchio, come ben evidenziano le immagini.
Il rigore, poi trasformato dallo stesso Dzeko forse potrà aver condizionato il resto della gara, ma indipendentemente da ciò la Lazio non ci è sembrata mai in grado di ribaltare il risultato che è sempre stato ben saldo nelle mani della Roma, squadra assolutamente più forte. I giallorossi legittimano poi la vittoria con un bellissimo gol al 17' del secondo tempo, per piede della "freccia" Gervinho, che si invola in una prateria lasciata libera dalla Lazio e centra il sesto gol su sette partite, miglior marcatore della Roma.
La Lazio ha provato a riacciuffare in qualche modo il risultato e un paio di occasioni le ha anche avute, come la traversa nel primo tempo colta da un intermittente Felipe Anderson, e un gol divorato letteralmente da Klose, al 90' solo davanti alla porta giallorossa. Ma a quel punto si era già sul 2 a 0 e anche questo derby lo portiamo all'incasso.

Roma vs Bayer Leverkusen, partita al cardiopalma

Sport

Psyco-Roma ha finalmente ragione del Bayer Leverkusen

All'Olimpico i giallorossi vincono la partita decisiva per il 'dentro o fuori'. Una gara folle e piena di brividi.

PIERO MONTANARI
giovedì 5 novembre 2015 10:39

Nella foto: Pjanic durante il rigore del 3-2 definitivo
Nella foto: Pjanic durante il rigore del 3-2 definitivo

di Piero Montanari 

La Roma vista ieri sera nel ritorno di Champions contro i tedeschi del Leverkusen, avrebbe bisogno del solito trattamento sanitario obbligatorio che da un po' le stiamo suggerendo, ma lo stesso potremmo dire dei suoi degni avversari del Bayer, evidentemente sofferenti della stessa sindrome che sembra essere contagiosa.

Ieri sera all'Olimpico i giallorossi, con in campo gli undici migliori, De Rossi regista e Gervinho, Dzeko e Salah in attacco, hanno dato vita ad una partita al cardiopalma, divertente per lo spettatore generico, ma esiziale per il tifoso romanista (dei tedeschi ce ne freghiamo bellamente). Nei primi minuti di gara il Bayer decide di suicidarsi con un 4-2-4 super offensivo ed attacca in massa lasciando praterie al micidiale contropiede della Roma, che colpisce col solito Salah dopo solo 2' di gara su assist di Dzeko, che calamita i difensori del Leverkusen. Poi è l'attaccante bosniaco a trovare finalmente l'atteso gol al 29' su servizio di Nainggolan, tagliando una burrosa difesa tedesca che, a questo punto della gara, sembra essere in balia della Roma, che lascia sul campo almeno altre quattro palle gol. Un pericoloso spreco visto il prosieguo del match. Fine del primo tempo.

Ma ecco, nel secondo tempo, scendere in campo la psyco-Roma, quella capace di farsi rimontare due gol in sei minuti, complice un Bayer più equilibrato e accorto. Al 1' il primo gol dei tedeschi che nasce da un pallone evidentemente uscito in fallo laterale, ma che il forte Krampl ammannisce per Mehmedi che segna e annienta le certezze della Roma, quelle di avere già acquisito il risultato. I tifosi lo sanno, non si può mai stare tranquilli e dalla psyco-Roma c'è da aspettarsi questo ed altro. Ecco infatti al 6', per un errore di fuorigioco di Florenzi, il solito Bellarabi confezionare un altro facile pallone per il Chicharito Hernandez che non sbaglia. Ed è 2 a 2.

Lo psicodramma della Roma si compie un'altra volta, e si manifesta nelle sconsolate e deluse facce dei suoi tifosi, prontamente carrellate dal regista televisivo, e che valgono più di qualsiasi commento. Da qui inizia una specie di corrida, con le due squadre coinvolte nella legittima ricerca di vittoria, con un batti e ribatti da un fronte all'altro, il tutto condito da infortuni a Florenzi, Maicon e De Rossi, che rischiano di saltare l'atteso e importante derby con la Lazio.

Ma è la psyco-Roma a spuntarla, con un sacrosanto rigore assegnatole e conseguente cartellino rosso al tedesco Toprak, per aver tolto letteralmente a Salah il facile tap in nella porta del Bayer, dopo aver spinto il giocatore egiziano nella rete al posto del pallone. Il rigore trasformato, non senza qualche ulteriore brivido, dal solito Pjanic, "regala" il faticoso 3 a 2 alla Roma che vale il secondo posto nel girone. Ma che fatica, che paura e che stress. Si può vivere cos

giovedì 29 ottobre 2015

Roma vs Udinese

La Roma fa un sol boccone dell'Udinese e rimane in testa

Giallorossi primi in classifica. Pjanic, Maicon e Gervinho firmano il quinto successo di fila. In attesa della sfida di sabato con l'Inter. Il commento di Piero Montanari

PIERO MONTANARI
giovedì 29 ottobre 2015 12:06


di Piero Montanari


In 9' una Roma spavalda affonda l'Udinese che non perdeva da 4 gare, e ribadisce, dalla testa della classifica, l'attacco allo scudetto. I primi 20' dei giallorossi sono da gioiosa macchina da guerra: straordinari, sembra di assistere ad una partitella di allenamento.
Oggi l'improvvido Garcia dello scorso anno, quando dichiarò con leggerezza di aver messo un'ipoteca sulla vittoria del campionato, non si può più nascondere dietro a un dito, al di là di qualsiasi affermazione di circostanza e da un low profile evidentemente suggeritogli ad hoc da chi teme ulteriori gaffe del francese.

La Roma è davvero forte, indipendentemente dalla caratura di chi affronta e dalla numerologia della sua disposizione tattica. Si sono visti Gervinho e Dzeko punte di diamante, in un 4-4-2 che diventa spesso 4-3-3 per lo spostamento di Florenzi e Iago Falque in attacco, e Maicon terzino destro che rientra titolare. Diciamo subito che contro l'Udinese è stata la "partido alta" del brasiliano, la sua serata di festa. L'ex interista quando ha la palla è imprendibile, tanto da confezionare assist vincenti, col primo gol di Pjanic, e gol alla sua maniera, con discese da immarcabile e tiro imprendibile sul palo lontano del portiere. Sembra essere tornato - e lo speriamo - il Maicon del primo anno.

Ci piace poi l'ormai ritrovato Gervinho, che corre avanti a sbaragliare difese e segnare praticamente in quasi tutte le partite (suo il terzo gol su assist di Manolas scappato all'attaco) e indietro a coprire in difesa, con una capacità di recuperare fiato grazie forse al Vicks Vaporub di materna memoria, che si spalma sulla maglia per respirare meglio (avete presente la macchia oleosa al centro che ora ha pure l'altro corridore Florenzi? Non è sudore ma la pomatina miracolosa a base di canfora).

Un'ultima considerazione riguarda l'atletico centravanti Dzeko. Il bosniaco forse non segnerà spesso (l'unico e importante gol che ha fatto è stato contro la Juventus), ma è sempre al centro del gioco, si muove con intelligenza, crea superiorità numerica dove serve, torna anche spesso in difesa. Gli mancano i gol ma di certo sembra che potrebbe esplodere da una partita all'altra. Ci aspettiamo da lui una doppia cifra a fine campionato.

A proposito di campionato: se questo è quello che promette, è davvero bellissimo, perchè sembra una favola che Roma, Napoli e Fiorentina se lo contendano ad armi quasi pari, a meno di ritorni eclatanti. Vinca il migliore (e noi comunque sappiamo chi è).

La Roma contro la Fiorentina

La Roma regina sbanca Firenze e si siede sul trono del campionato

I giallorossi vanno primi in classifica con la vittoria sulla Fiorentina. Il commento di Piero Montanari

PIERO MONTANARI
lunedì 26 ottobre 2015 10:55

Fiorentina-Roma 1-2. Nella foto, Salah

Fiorentina-Roma 1-2. Nella foto, Salah 

di Piero Montanari

Criticate gente (giallorossa), criticate. Intanto la vittoria per 2 a 1 della Roma al Franchi contro la Fiorentina, e il raggiunto anelato primo posto in classifica ha un nome, ma soprattutto un cognome: Garcia.

La migliore Roma della stagione l'abbiamo vista giocare ieri a Firenze, quando l'allenatore transalpino, per organizzare il sorpasso della Fiorentina, fa scendere in campo una squadra differente dalle altre, con il ritorno di Dzeko al centro dell'attacco, affiancato dai due velocissimi incursori, Gervinho a sinistra e il fischiatissimo ex Salah a destra, e Florenzi terzino di ruolo in una difesa finalmente ben registrata.

La squadra di Garcia passa subito in vantaggio (6') proprio con Salah, baciato dalla dea Nemesi, che non esulta ma che viene ancor più sommerso dai fischi dei suoi tifosi di un tempo. A compenso dell'"onta" del gol di Salah, i tifosi viola avranno una misera soddisfazione nel finale quando verrà espulso l'odiato ex, a causa di un gestaccio all'arbitro Orsato.
Sinceramente è incomprensibile tutto questo livore dei tifosi viola nei confronti del giocatore egiziano: credo che abbia giocato più o meno quattro mesi nella Fiorentina, non facendo in tempo - come sembra ovvio - a diventarne una bandiera. L'odio deve essere figlio illegittimo di quello sempre meno comprensibile tra le due tifoserie, reciprocamente da tempo ostili.

Il raddoppio della Roma al 34', porterà poi la firma di Gervinho, il migliore tra i giallorossi ed altro giocatore spesso criticato, questa volta dagli stessi tifosi romanisti, che però si dovranno fare una ragione del fatto che questo ragazzo con la fascia in testa e i piedi alati, è un giocatore fortissimo e ormai ritrovato, e per fortuna che non l'abbiamo venduto. Nel finale i viola trovano il gol con Babacar, ma è una mera illusione di riacciuffare la partita, perché subito dopo l'arbitro fischierà la fine che consacrerà la Roma momentanea regina del campionato.

La Roma quindi sbanca il difficilissimo campo di Firenze e vola al primo posto della classifica, interpretando una partita intelligente, generosa e finalmente accorta in difesa, dopo i quattro gol di Leverkusen contro il Bayer. Il valore di questa vittoria che ci convince perchè fortemente cercata, difesa e meritata, assume un significato particolare, se pensiamo che a Firenze nessuno era mai passato. 

Qualche errore in difesa certamente, forse qualche giocatore meno degno di stare là in mezzo, forse qualche cambio incomprensibile (Gyomber al 44'), ma lo diciamo subito a scanso di equivoci: apparteniamo a quella genia di tifosi che sanno godersi appieno le vittorie e gioie del calcio, e la bellezza di essere in testa al campionato, alla faccia dei criticoni di ogni colore.

giovedì 22 ottobre 2015

La Roma contro il Bayer Leverkusen

Sport

La Roma contro il Bayer e la sindrome del dr. Jekyll e mr. Hyde 

Pirotecnico pareggio della Roma a Leverkusen. Finisce 4-4 con i giallorossi prima sotto 2-0 e poi in vantaggio 4-2. Poi è di nuovo Bayer che trova il pari. 

PIERO MONTANARI
mercoledì 21 ottobre 2015 10:06


di Piero Montanari
La Roma in maglia Champions, vista ieri per la prima di andata a Leverkusen contro il blasonato Bayer, potrebbe essere sconsigliata ai tifosi cardiopatici, ma certamente proibita a quelli come me, con in dote un carattere sensibile e paziente, ma pronto a esplodere in moti incontrollabili di iracondia davanti alla superficialità del genere umano (calcistico) con conseguente mangiata di gomiti.
I giallorossi, sotto di un gol dopo 4' per un rigore (sacrosanto) da braccio allargato di Torosidis in area, dopo nemmeno 20' incassano il secondo per errori marchiani in difesa, che non riesce a salire correttamente come si dovrebbe per il fuorigioco (Rudiger). E' finita, pensiamo.
E invece no, perchè ora arrivano i nostri che, col generale De Rossi in testa, iniziano a galoppare verso il "nemico" e ci mettono una, anzi due, pezze vere: la prima Capitan Presente la mette dentro da calcio d'angolo di Florenzi e passaggio di testa di Manolas, e la seconda sugli esiti di una punizione di Pjanic (ormai le sue punizioni sono calci di rigore a tutti gli effetti). Due a due e si respira.
La Roma ci crede e inizia il secondo tempo dilagando letteralmente, con Gervinho che sembra essere tornato quello del primo anno e fa fuori avversari come birilli e Pjanic che segna la solita punizione-rigore (quattro su quattro, un record) su fallo a Nainggolan che li va cercando da ogni parte. Tre a due per noi e inizia la felicità. I giallorossi sembrano essere però sempre sul filo del rasoio, capaci di portare grave nocumento alle difese avversarie, ma mostrando spesso una pericolosa fragilità nella propria, con un baricentro troppo basso, che permette ai tedeschi in un paio di occasioni di essere pericolosissimi. 
Questo non toglie la grande capacità dei singoli all'attacco che, prima con traversa di Iago Falque ma poi con il gol su solita sgroppata di Gervinho, fanno quattro a due e partita finita, direbbe uno normale. Tripudio delle genti giallorosse. E invece no, diciamo noi che normali non siamo. Eccola riapparire la Roma con sindrome bipolare da TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio e pure Urgente) che a sei minuti dalla fine si fa rimontare i due gol di vantaggio e rischia anche di incassare il quinto.
Qui i soloni del calcio iniziano a prendersela con Garcia e i suoi cambi criticati (Iturbe per Florenzi ma soprattutto Dzeko al posto di Gervinho) e le mancate indicazioni ai suoi per come gestire gli ultimi minuti di una partita che era ormai portata a casa addirittura con due gol di vantaggio.
Ma così va il calcio e, soprattutto, così va la Roma che diventa sempre più "zemaniana", segnando molto ma incassando troppo. Garcia l'ha spesso detto: "Metterei la firma per vincere tutte le partite con un gol di scarto, qualsiasi sia il punteggio", ma a Leverkusen questo non è successo, e il bravo mister transalpino dovrà registrare al meglio questa difesa che fa male alcune fasi fondamentali che neanche in terza categoria.
E si che una vittoria contro il Bayer sarebbe servita a questa Roma dottor Jekyll e mister Hyde, e la vittoria ce l'avevano nella tasca della tuta, sull'aereo che li riportava a casa. E invece ci si dovrà accontentare di un 4 a 4 che ha il sapore amaro di una sconfitta.

domenica 18 ottobre 2015

La Roma sbaraglia l'Empoli

Roma Empoli, dopo la sosta della Nazionale che ha consacrato Alessandro Florenzi tra i migliori giocatori d'Europa, racconta tre storie importanti: la 500a partita di De Rossi in giallorosso, lo sciopero continuato dei tifosi della sud, assenti sugli spalti dopo la divisione in settori della loro curva, con la difficoltà di realizzare le coreografie soprattutto per i derby, e una gran bella vittoria della Roma contro l'Empoli, una squadra ben organizzata che ancora - non me ne voglia il mister Giampaolo - vive della preziosa eredità di Sarri e tiene bene solo per il primo tempo.
Poi ci pensa il piede fatato di Pjanic, che all'11' del secondo tempo, apre le marcature su punizione col solito garbo del suo immenso talento, e fa 1 a 0. Passano solo pochi minuti che De Rossi, su assist del ritrovato Gervinho, ormai spina nel fianco delle difese, mette dentro di testa un regalo a se stesso e alla Roma per le sue 500 presenze in maglia giallorossa. E sono 2. Chiude Salah al 24' con un bel gol su servizio perfetto di Gervinho, imprendibile dalla sinistra. C'è da annotare il gol della bandiera dell'Empoli al 30' per piede di Buchel e tanta, troppa responsabilità di Szczesny, il portierone romanista con le consonanti in superiorità numerica.
La Roma, alla sua terza vittoria consecutiva in campionato con ben 9 gol, sembra aver superato i problemi di qualche settimana fa, ed aver ritrovato un gruppo coeso e forte intorno a Garcia, che martedì affronterà il Bayern Leverkusen all'Olimpico per la Champions. La squadra è gagliarda e manda segnali inequivocabili al campionato, anche per il ritorno di Leandro Castan, uno dei giocatori lungodegenti, che precede quello di Kevin Strootman, annunciato per cautela più in là nel tempo, ma che voci amiche ci segnalano imminente. Da annotare la non esaltante partita di Florenzi, sicuramente stanco per le galoppate con la Nazionale, ma che dimostra di essere quel generoso fuoriclasse che è anche quando è meno brillante, riuscendo comunque ad incidere positivamente sul gioco della Roma, ormai squadra ritrovata.

lunedì 5 ottobre 2015

La morte di Maltese, chitarrista del Banco

Muore Rodolfo Maltese, chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso

Una tragedia pare essersi abbattuta su questo sfortunato gruppo dei Castelli Romani: poco meno di due anni fa scompare in un incidente stradale Francesco Di Giacomo.


Redazione1
domenica 4 ottobre 2015 16:11


di Piero Montanari
Rodolfo Maltese, storico chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso, uno dei vecchi gruppi di prog-rock italiano più famosi, è venuto a mancare sabato sera, 3 ottobre, al Policlinico Umberto I di Roma per la recrudescenza di un cancro, malattia che l'aveva colpito molto tempo fa, ma dalla quale sembrava essere uscito.
Una tragedia pare essersi abbattuta su questo sfortunato gruppo dei Castelli Romani: poco meno di due anni fa scompare in un incidente stradale Francesco Di Giacomo, Checco, la voce fantastica del Banco, e quest'estate Vittorio Nocenzi è stato colpito, mentre era in vacanza, da una grave emorragia cerebrale che lo ha costretto a cure lunghissime e, fortunatamente, in via di guarigione completa.
Rodolfo entrò nel banco nel 1972, proprio per espressa richiesta di Vittorio, che lo sente suonare al Festival di Nuove Tendenze con gli Homo Sapiens, altro famoso gruppo di quel periodo, del quale Maltese era il chitarrista.
Rodolfo nasce a Orvieto nel 1947 e si iscrive conservatorio Luigi Boccherini di Lucca dove frequenta i corsi di tromba e chitarra. Appassionato di jazz, si fa sedurre dal rock progressivo che in quel momento storico - si parla appunto dei primi anni '70 - era la musica diversa, la "musica dei musicisti" e non si fa scappare l'invito del Banco del Mutuo Soccorso per partecipare al terzo album del gruppo, "Io sono nato libero".
Molteplici le sue collaborazioni con altri artisti della scena rock, jazz e pop: da Buddy Miles, a Branduardi, da Greg Lake (Emerson,Lake and Palmer) a Riccardo Cocciante.
Pensava di avercela fatta il caro Rodolfo, di aver debellato il suo cancro, tanto che nel 2010 tenne un concerto per ringraziare tutti gli amici che gli erano stati vicini durante il periodo della sua battaglia contro il male che però, come in questo caso, è ritornato prepotentemente per portarcelo via.

La Roma... bipolare vince a Palermo ma difesa disattenta.

GERVINHO SUPER
La Roma ritrova Gervinho e affonda il Palermo
di Piero Montanari

La Roma al Barbera contro il Palermo ritrova Gervinho, a segno con due bellissimi gol e autore di una travolgente partita. Non si cancellano i problemi in difesa dei giallorossi che, dopo un primo termpo che li vede sopra di tre gol in 27', rischiano di essere ripresi nel finale dai rosaneri che, con Gilardino prima e Gonzalez poi, rimettono in piedi una partita dominata dalla Roma.
Maglie televisivamente confuse, nell'assolata giornata allo stadio Renzo Barbera, con Roma in maglia bianca che segna subito con Pjanic un gol bellissimo dopo una perfetta triangolazione con Florenzi al 2' minuto, e che rischia subito il pareggio per un errore di Manolas e per una subitanea reazione del Palermo. Ma di lì a poco i rosaneri incassano il secondo gol per piede di Florenzi, dopo aver ricevuto indietro il favore con un passaggio un po' fortunoso di Pjanic che lo mette da solo davanti al portiere.
Ma la prodezza è il terzo gol di Gervinho al 27' che scende sulla sinistra, converge al centro e si smarca tre uomini per poi tirare a giro e segnare alla sinistra di Sorrentino. Ci piace questa Roma col nuovo modulo 4-2-3-1 che sfrutta la velocità del centravanti, in questo caso dell'ivoriano. Potrebbe essere il futuro, in attesa che rientri anche Dzeko.
Il secondo tempo sembra non avere storia, la Roma sonnecchia e controlla un risultato acquisito, ma ci pensa Gilardino al 13' a riportare la squadra e il Barbera a sperare di riprendere in mano l'incontro, mentre impazza Gervinho che al 29' su cross tesissimo dell'ex Santos Emerson Palmieri, subentrato a Falquè, prende in acrobazia la traversa con un colpo di tacco al volo che se fosse entrata la palla sarebbe stato il più bel gol del campionato.
Stavolta Garcia si copre, e fa uscire Salah per l'ex Catania Gyomber, corpulento difensore, ma la Roma incassa il secondo gol e trema. Ci pensa Gervinho a chiudere l'incontro con un altro magnifico gol che chiude le speranze del Palermo e riaccende gli animi sommessi dei romanisti, dopo la brutta prestazione in Champions contro il Bate Borizov. Un 2 a 4 che tutto sommato sta stretto alla Roma.

lunedì 28 settembre 2015

Roma - Carpi 5 a 1 e buon compleanno a Totti

SPORT ROMA
Roma - Carpi diem, magari sempre così
La Roma dilaga col Carpi. Partita esagerata segnata però dai numerosi infortuni, compreso quello preoccupante di Totti
(di Piero Montanari)
Se non fosse per i numerosi infortuni subiti dalla Roma, compreso quello piuttosto serio di Totti al flessore, che lo vedrà costretto ad uscire nel secondo tempo dopo solo sei minuti e un gol sfiorato, la partita dei giallorossi contro gli emiliani del Carpi non avrebbe una straordinaria storia da essere raccontata.
Il punteggio rotondo, 5 a 1 per la Roma, e almeno altrettanti gol mancati, parla di due squadre di alcune categorie di differenza, anche se il Carpi era riuscito in precedenza a far soffrire Napoli e Palermo. Sappiamo bene che il calcio riserva sempre sorprese, come quella occorsa alla Roma contro la Sampdoria a Genova dove, nonostante gli attacchi continui, i giallorossi hanno lasciato tre punti importanti. Ma questa volta il pronostico non è stato smentito.
La Roma, già sul 3 a 0 dopo pochi minuti di gioco, riesce a prendere pure il banale gol dell'ex, un bel colpo di testa di Marco Borriello, e De Sanctis anche a respingere due volte un rigore generosamente regalato dall'arbitro su fallo inesistente di Maicon, dopo anni che non gli accadeva di pararne uno. Per il portiere della Roma, fischiato sonoramente al suo ingresso, una bella soddisfazione e una prova convincente.
Sono queste le classiche partite dove si possono riconquistare i favori del tifoso romanista, capace di innamoramenti improvvisi e di subitanee delusioni. Ad esempio Gervinho, oggi a segno con il gol del tre a zero ma anche autore di una bella gara, è stato molto applaudito dallo stadio. Lo stesso Olimpico si riconcilia anche con Manolas, che apre le marcature della Roma segnando un gol di rapina stavolta nella porta giusta, e si fa perdonare l'autogol costato i 3 punti a Genova. Prova davvero egregia di tutta la squadra di Garcia, che ha giocato il suo calcio spumeggiante, d'attacco e propositivo, ricco del talento di tutti i suoi giocatori, Pjanic e Salah sopra tutti.
Una piccola curiosità sui nomi di alcuni giocatori del simpatico Carpi: Letizia e Di Gaudio, considerato come si chiamano, hanno dichiarato di essere molto "felici", nonostante la cinquina, del loro debutto all'Olimpico, e Kevin Lasagna, entrato nel secondo tempo, non smentisce la tradizione culinaria degli emiliani.

venerdì 25 settembre 2015

Con la prima sconfitta per la Roma, si rivedono vecchi fantasmi

La Roma, sconfitta e vecchi malanni

Scotta la sconfitta della Roma fuori casa con la Sampdoria. Il commento di Piero Montanari.

PIERO MONTANARI
giovedì 24 settembre 2015 09:12


di Piero Montanari

E arriva la prima sconfitta per la Roma, che perde a Genova contro la Sampdoria una partita che l'ha vista manovrare tutto sommato discretamente, possedere la palla per il 65% del tempo e battere (male) una serie innumerevole di calci d'angolo (ne abbiamo contati 18, un record), segno di un'azione quasi sempre condotta nell'area sampdoriana.

Diciamo subito che la Roma stavolta non meritava di perdere, che Viviani ha parato l'impossibile e la selva di gambe dei doriani, sempre davanti al loro portiere almeno in nove, hanno fatto muro impedendo che la palla finisse nella rete più e più volte.

Un fortino che crolla solo dopo che la Roma prende il gol dell' 1 a 0 su punizione di Eder, con una barriera giallorossa messa alla bell' e meglio, che si apre come il mare davanti a Mosè. Infatti ci pensa Salah finalmente a pareggiare ma, proprio nel finale del match, una serie di rimpalli davanti al portiere della Roma, trafitta dal solito contropiede, favorisce una sfortunata deviazione di Manolas, che voleva rinviare, ma che segna il suo primo gol in campionato nella porta sbagliata, la sua.

Non c'è altro da aggiungere se non che i giallorossi, a cui si deve rimproverare di essere sempre troppo scoperti con le squadre catenaccio come la Sampdoria, dovranno mettersi a vincere le partite che dominano come questa, se vogliono raggiungere i traguardi che si sono prefissi e che dicono di meritare, per qualità e numero di giocatori, per impegno agonistico e per il favoloso monte ingaggi.

I campionati, lo ricordiamo a Garcia e a tutto il "cucuzzaro", si vincono battendo le squadre piccole, quelle che non ti fanno giocare e che schierano difese da incubo come ha fatto la Sampdoria, ripartendo con i giocatori veloci in contropiede. Sarà bene che il tecnico transalpino corra immediatamente ai ripari se vuole continuare a guidare la Roma.

lunedì 21 settembre 2015

Garcia sbaglia formazione contro il Sassuolo

Sport

Garcia stravolge la Roma 

Ieri, per Roma Sassuolo pareggiata con un 2 a 2 all'Olimpico, l'allenatore ha determinato, lui da solo secondo noi, questo risultato.

PIERO MONTANARI
lunedì 21 settembre 2015 15:53


di Piero Montanari
Si dice che l'allenatore nel calcio conti tra il 10 e il 20% per quanto concerne il risultato di una partita. Ieri, per Roma Sassuolo pareggiata con un 2 a 2 all'Olimpico che sta stretto al Sassuolo, Rudy Garcia ha di certo stravolto questa percentuale in maniera esponenziale, determinando, lui da solo secondo noi, questo risultato, parente stretto di una sconfitta per una squadra che ha gli obiettivi alti della Roma.
Costretto ad un turn over bizzarro "Perchè si gioca ogni quattro giorni e noi abbiamo la rosa per poterlo fare", Garcia sceglie un tridente davanti davvero anomalo, con Totti al centro dell'attacco insieme a Iturbe e Salah, non Florenzi bensì Maicon, rientrato dopo sette mesi di assenza e poi il generoso Torosidis dal primo minuto.
Si sa, le belle partite di Champions come quella disputata dalla Roma pochi giorni fa lasciano il segno: possono portare 'a mille' le endorfine dei giocatori, tanto da non sentire la stanchezza, ma anche mal consigliare questi cambi esasperati, che Garcia ha poi dovuto sconfessare in corsa, reinserendo Florenzi, Dzeko e Iago Falque.
Partita "toppata" dall'allenatore, si diceva, con il rischio addirittura di perdere in casa con la "bestia" Sassuolo, ottima squadra in grado di fare il terzo risultato positivo all'Olimpico, se l'arbitro avesse annullato il 300° gol di capitan Totti vistosamente in fuorigioco di rientro. Per onestà bisogna dire che, un atterramento in area Sassuolo da rigore netto di Rüdiger non viene concesso dall'arbitro, forse assalito da un senso di colpa per l'errore precedente.
Lo straordinario gol al volo di Salah che regala il pareggio alla Roma, non giustifica affatto la prestazione di tutta la squadra, che di certo non ha brillato come col Barcellona o con la Juventus. Questa volta crediamo che la percentuale di incidenza negativa di un allenatore nel risultato di una partita sia salita ben al di sopra del famoso 20%.

sabato 19 settembre 2015

Alessandro Florenzi e il suo gol capolavoro al Barcellona

Sport

Florenzi 'bello de nonna' e la Roma intelligente

Il barcellona, i marziani del pallone, e la rivincita della Roma in Champions League [Piero Montanari].

PIERO MONTANARI
giovedì 17 settembre 2015 10:10


di Piero Montanari

Eccolo il Barcellona, i marziani, i mostri, i Campioni d'Europa, gli Harlem Globe Trotters del pallone, quelli che ti girano intorno con la palla, quelli che te la nascondono, quelli che se perdi con due gol di scarto fai festa nello spogliatoio e se pareggi, come ieri, è come se avessi vinto e stappi lo champagne, quello buono.

La Roma dal Bayern Monaco, altri mostri assurdi, lo scorso anno ne prese sette e hai voglia a dire no, ma quei sette gol in casa pesarono come un macigno sul resto della stagione giallorossa: la Roma ovviamente uscì dalla champions e finì poi il campionato con più di venti punti di scarto dalla Juve.

Ma i marziani, si sa, possono pure diventare terrestri se giochi come ha giocato ieri la Roma, compatta, la testa giusta, chiusa nella sua trequarti, ripartendo con il Trans Egitto Express Salah, che correva in contropiede sul binario destro e creava scompiglio alla difesa del Barcellona.

Che però al 21' segna uno dei suoi gol fantastici che nasce da quei giochetti che quei mostri sanno fare meglio di tutti nell'area piccola avversaria: rete fitta di passaggi, Messi che salta l'uomo in un fazzoletto, Neymar che si sovrappone e porta via mezza squadra, Rakitic che regala a Suarez la facile palla dell'uno a zero.

Ma i conti si fanno sulle scale, come diceva un amico pokerista, e i conti li pareggia Alessandro Florenzi dieci minuti dopo. Proprio lui, Alessandro "bello de nonna", chiamato così perchè quando segnò il 21 settembre di un anno fa il secondo gol a Roma Cagliari, andò ad abbracciare sua nonna che era sugli spalti e che non l'aveva mai visto giocare, neanche da ragazzino: una di quelle cose che fa simpatia e bene al calcio.

E il gol di Bello de Nonna vale doppio, perchè è un capolavoro di balistica, di fantasia e di coraggio, perchè solo un matto in contropiede sulla destra, che vede a metà campo Terstegen un po' fuori dai pali, può immaginare di segnare al "capo dei portieri" da 50 metri. Incurante, prende la mira e tira fuori dal cilindro un coniglio che si insacca nell'angolo alla destra del portiere, dopo aver colpito il palo lontano.

Un gol storico da defibrillatore che è già leggenda, che sarà cliccato e ricliccato da tutto il mondo che ieri ci guardava, e che ha fatto sicuramente di Florenzi un eroe simpatico ed un campione meritatamente ambito.

Non sappiamo se questa Roma, intelligente e concreta, riuscirà ad andare avanti nella Champions, ma sappiamo che quel gol di Alessandro "de nonna sua", passerà certamente alla storia.

Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

studio
La sala di ripresa

studio

studio
la regia

studio

studio
La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche