piero montanari

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L'AUTORE

venerdì 30 novembre 2012

Totti e la Pietà di Michelangelo

di Piero Montanari

Vi ricordate Laslo Toth? Un nome che ai più giovani dice poco o nulla. Fu lui, il folle che il 21 maggio del 1972, nella basilica di San Pietro, prese a martellate la Vergine Maria della Pietà, la famosissima statua di Michelangelo con la Madonna che tiene in grembo il Cristo morto, una delle più belle opere d'arte mai concepita.
L'uomo, un demente di origine ungherese ne ruppe alcune parti, al grido "Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte", finché non fu bloccato da un giovane carabiniere che era lì casualmente e che salvò la Pietà, bontà sua.

Mutatis mutandis, questa storia mi è tornata in mente oggi, quando ho letto dello scempio perpetrato ad un bellissimo murales di Francesco Totti (si, proprio lui, il capitano della Roma), che campeggia in un muro di uno dei quartieri più popolari e più romanisti, in senso tifologico, della capitale: il Rione Monti (io sono nato in quello attiguo, il Celio, infatti si chiama Celio-Monti) che è anche stato scelto come dimora da importanti artisti e uomini di cultura. Uno su tutti il compianto Mario Monicelli.

Ebbene, il murales di Totti, che fu sapientemente dipinto da un artista del genere al dì della vittoria della Roma nel campionato 2001-2002, ha subìto il taglio della testa e quello della. fascia di capitano. Insomma, una specie di Lazlo Toth probabilmente della Lazio, come da firme lasciate sotto il murales, che si è accanito contro l'effige del capitano che era su quel muro da più di dieci anni, in bella mostra e in uno dei suoi famosi gesti atletici.

Nessuno inorridisca, per carità, non pretendo di paragonare il murales di Totti alla Pietà michelangiolesca, me ne guardo bene, ma il gesto "blasfemo" e di odio che ha mosso la mano dell'anonimo detrattore potrebbe essere lo stesso. Un gesto iconoclasta e certamente non di pacificazione collettiva, proprio il giorno dopo le maglie "NO RACISM" indossate dai giocatori della Lazio contro il razzismo, e volute a seguito della bella iniziativa dell'amico Giancarlo Governi e del nostro Globalist.

mercoledì 28 novembre 2012

SIAE: Il Medioevo prossimo venturo



di Piero Montanari
Verdi, Moravia, Malipiero, Carducci, De Amicis chissà cosa direbbero leggendo il nuovo Statuto della Siae, disegnato ad arte sui desiderata delle grandi major editoriali e degli "autori ricchi" (riccautori e riccheditori, sono miei neologismi e ne vanto il diritto), ed approvato con spocchia e orecchie da mercante da questo governo, senza che lo stesso prestasse il minimo ascolto alle tante richieste e denuncie della sconfinata base di autori medio-importanti che costituiscono l'ossatura fondamentale dell'Ente e ne consentono di fatto, con il loro lavoro, la sopravvivenza.

E che sopravvivenza! Stipendi favolosi a dirigenti e funzionari, plurimensilità e benefit importanti, indennità fantasiose (come quella dell'epifania o per l'uso del computer), inutili sperperi pagati dagli Autori che solo in questi ultimi mesi i commissari straordinari e il direttore generale hanno cercato di limitare, con colpi di mannaia vibrati nel mucchio, infliggendo danni anche a vecchi soci inermi ai quali è stato tolto loro l'assegno di solidarietà. Ricordiamolo ancora: una somma modesta mensile che era frutto di accantonamenti di tutta una vita di Autore e che nulla costava alla comunità, ma utile a molti di loro per sopravvivere.

Questa "Siae dei ricchi" che si delinea cupamente da questo Statuto, "difficilmente, potrà sopravvivere alle fortissime tensioni tra i suoi associati determinate dall'adozione di regole profondamente ingiuste prima ancora che illegittime, che consegnano la Società nelle mani dei più ricchi, relegando i più numerosi al ruolo di gregari" come sostiene Guido Scorza in un suo recente articolo sul Fatto Quotidiano, e le cui parole che mi sento di quotare totalmente.

Sta di fatto che, con queste regole e con i pochi, anzi pochissimi che decideranno per tutti, saremo fuori dall'Europa delle società di collecting, non recependo una delle direttive più importanti che a luglio scorso, con un comunicato, erano state emanate dai consigli europei. In tutte le società del vecchio continente gli Autori contano di più (2/3 contro 1/3) degli editori che sfruttano di fatto il lavoro creativo di altri, e che quindi hanno necessariamente meno potere. Ma noi siamo italiani, un'altra storia!

Non sarà difficile che alle parole di Scorza seguirà il cupio dissolvi della Siae, una morte lenta e autoinflitta che qui nessuno di noi auspica, ma che sembra inevitabile, dati i presupposti.
Ora cosa accadrà? A marzo prossimo, ci saranno le elezioni degli organismi dirigenti interni della Siae, alle quali sarà chiamata a partecipare la base degli Autori italiani iscritti all'Ente, che però dovrà vedersela con regole che faranno di queste consultazioni, delle elezioni - fantoccio, dove si sa già chi vincerà e chi comanderà: non un'aristocrazia in senso aristotelico, (nell'antica Grecia il governo dei "migliori") ma un'antidemocratica oligarchia fatta di ricchi tra i quali, sicuramente, troveremo gli autori di qualche grande successo economico dello scorso anno, con il placet dei nostri governanti ma di sicuro non con quello di Verdi, Moravia, Malipiero, Carducci, De Amicis che si rivolteranno, per l'ennesima volta senza pace, nelle loro tombe.

domenica 25 novembre 2012

Gli Autori Siae contro il ministro Ornaghi

di Piero Montanari
Abbiamo dato conto molte volte su queste pagine, con una nutrita serie di articoli, del grave problema di democrazia che si stava manifestando da tempo all'interno della Siae, la Società Italiana degli Autori ed Editori. Cominciò tutto con il commissariamento, più di un anno fa, che portò alla cancellazione dell'assegno di professionalità ai vecchi Autori, una somma modesta mensile che era frutto di accantonamenti di tutta una vita e che nulla costava alla comunità, ma utile a molti di loro per sopravvivere, soprattutto per chi era ormai fuori dal mondo del lavoro.

Non paghi di questo iniquo colpo di scure i commissari, con l'assenso del ministro del Mibac Ornaghi, hanno prodotto un nuovo Statuto della Siae in via di prossima approvazione che pone fine, nell'Ente, a qualsiasi barlume di democrazia.
Queste furono le parole del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Paolo Peluffo, all'indomani della pubblicazione su alcuni giornali dei contenuti del nuovo statuto Siae:
"Diventerà realtà una delle forme più aberranti di democrazia: quella per cui il voto di un ricco vale di più, molto di più del voto degli altri. Si prevede un meccanismo di voto ponderato in base al quale ogni associato, in regola con il pagamento dei contributi associativi, ha diritto ad esprimere in assemblea un voto come singolo nonchè un numero di voti pari ad ogni euro di diritti d'autore percepiti dalla Siae nell'anno precedente".

Quindi, ammesso che Ennio Morricone incassi ogni anno un milione di euro, il suo voto vale 1 + un milione di voti. Alla faccia della democrazia diretta!
A fronte di ciò, il CREA, Unione delle Opere dell'Ingegno, un'Associazione che comprende la maggioranza degli Autori Italiani, ha emanato e diffuso alla stampa un comunicato che riporto qui sotto, nel quale c'è un preciso richiamo alle responsabilità del Ministro Ornaghi che mai, e ribadisco mai, ha voluto ascoltare le istanze di una così larga maggioranza di Autori che tanto lavoro e Cultura hanno prodotto per il nostro Paese.
Comunicato CREA Unione delle Opere dell'Ingegno

CON IL NUOVO STATUTO NASCE LA SIAE DEGLI EDITORI ANTIDEMOCRATICA E CONTRO LA CULTURA ITALIANA

Con l'avvenuta firma di approvazione del Ministro Ornaghi, si avvia alla fase conclusiva l'iter del "Nuovo Statuto della SIAE SpA".
La SIAE dei ricchi, i cui Organi Sociali saranno con ogni probabilità formati dalle 3 Case Editrici Multinazionali (Universal, Sony, Warner) e da alcuni Editori nazionali (primo tra i quali Sugar), alla cui corte si sono accodati Mogol, Gino Paoli, e uno sparuto gruppo di Autori appartenenti al mondo della Musica cosiddetta "leggera"

Probabilmente il convincimento del Ministro Ornaghi dovrebbe essere stato quello di considerare questi signori i più qualificati a rappresentare 'in toto' la Cultura Nazionale. Infatti ha ricevuto personalmente una loro delegazione il 31 Luglio scorso, prendendo atto della loro completa condivisione delle norme della bozza di statuto, così come elaborata dai Sub Commissari Stella Richter e Scordino.
E, probabilmente, il Ministro ha considerato dei minus habens gli Scrittori, gli Autori di Cinema, di Teatro, della Televisione, i Musicisti di Lirica, Musica contemporanea, Jazz, colonne sonore per film e spettacoli televisivi e tutti quelli rappresentanti la stragrande maggioranza della sempre cosìddetta Musica "leggera" (Vasco Rossi, Zucchero, Battiato, I Pooh, la PFM, etc.) che, uniti sotto la sigla CREA - Unione Opere dell'Ingegno, l'avevano invitato ad incontrare urgentemente una loro delegazione per ridiscutere la bozza di statuto, richiesta che, inoltrata la prima volta agli inizi di Agosto, si è ripetuta a Settembre, poi a Ottobre generando come risposta null'altro che un assordante silenzio.

A questo punto è d'obbligo rivolgere al Ministro Ornaghi, fresco reduce dagli "STATI GENERALI DELLA CULTURA" tenutasi al Teatro Eliseo di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica, alcune ovvie domande:

1) E' Lei d'accordo sul fatto che la SIAE ha fino ad oggi contribuito positivamente, anche se in forma sicuramente perfettibile, a tener viva la Cultura Nazionale attraverso la riscossione e la ridistribuzione del Diritto d'Autore"?
2) E' Lei d'accordo che le Opere dell'Ingegno nascono dagli Autori e che quindi questi sono il fulcro e la centralità creativa che genera il Diritto d'Autore ?
3) Se la creatività è Cultura e quindi non sempre riducibile ad un contenuto esclusivamente economico, come ha potuto sottoscrivere uno statuto che tende a trasformare la SIAE in una SpA ?
4) Ciò premesso, perchè ha personalmente ricevuto il 31 Luglio scorso una delegazione della Federazione Autori, della quale facevano parte Gino Paoli e Mario Lavezzi, mentre le reiterate richieste di un incontro formulate da CREA ed aventi per oggetto il nuovo statuto SIAE, non sono state considerate degne di una qualsiasi risposta nonostante CREA rappresenti la maggioranza assoluta degli Autori di tutti i generi? Ricevendo gli uni e non gli altri, non Le è sorto il dubbio sulla parzialità del suo operato?
5) Perchè Lei, nella relazione che ha letto in occasione dell'audizione in Commissione Cultura della Camera, ha ribadito per ben due volte la Sua opposizione a che gli Organi Sociali della SIAE possano essere costituiti da 2/3 di Autori e 1/3 di Editori? E' Lei al corrente che in tutte le maggiori Società di Autori Europee è da sempre applicato questo tipo di rapporto?
6) Lei ritiene invece che sia corretto il rapporto paritario 50% Autori e 50% Editori. Ma in questa nuova SIAE SpA, si rende conto che il peso economico (e quindi il potere) del 50% Editori è di gran lunga maggiore di quello corrispondente degli Autori?
7) Come considera che la Commissione Cultura della Camera, nel corso dei contatti informativi durati alcuni mesi atti ad approfondire e chiarire tutta la complessa gestione della SIAE, sia pervenuta a criticare fortemente la proposta di nuovo Statuto considerandolo ingiusto, arrivando a condannare l'abolizione del Fondo di Solidarietà e a proporre una Commissione di inchiesta sull'operato dei Sub Commissari e del Direttore Generale?
8) Non pensa che il premio elettorale per censo sia in netta contraddizione con la sentenza del Consiglio di Stato che abolì la qualifica di Socio in quanto non riteneva giusto differenziare gli iscritti in base ai guadagni e che sia fortemente anti democratico?
9) Alla luce di quanto sopra, non ritiene opportuno un giustificato ripensamento sui contenuti di questo statuto, rimandando la data della sua ufficializzazione in modo da evitare
a) una insanabile frattura nella base associativa (sono più di 100.000 gli iscritti alla SIAE)
,b) un insulto a quello che è il fronte della Cultura Nazionale(fatto certamente non di soli ricchi),
c) uno scollamento ancor più evidente dai principi che regolano le Consorelle Europee (SACEM, GEMA, SGAE, etc) e, soprattutto,
d) la scelta di dover ricorrere per forza ad azioni, anche plateali, che non fanno parte integrante della nostra natura?

CREA Unione Opere dell'Ingegno

(CREA Unione Opere dell'Ingegno UNCLA ACEP SNS MAP ANAC FIPI AGST ANART AUDIOCOOP SLSI ANPAD ASSTeatro COMITATO MILLESOCI)

martedì 6 novembre 2012

Funerali fascisti, funerali squadristi

di Piero Montanari
Vedere le immagini drammatiche del funerale di Pino Rauti, con tutte quelle braccia tese nel saluto romano, le urla e gli slogan fascisti, i richiami al duce Mussolini, e al "Boia chi molla", è stato terribile, perché mi ha riportato, con un flashback, ad un giorno di febbraio di sei anni fa, quando partecipai, pieno di dolore per la scomparsa di uno dei miei più cari amici, al funerale di Romano Mussolini, ultimo figlio di Benito, papà di Alessandra, e jazzista di fama internazionale.

La chiesa dei Santi Angeli Custodi, la sua parrocchia di piazza Sempione a Roma, non ostante la sua ampiezza, era gremita all'inverosimile. Tra la tanta gente comune, gli amici e i parenti stretti, era piena di noi musicisti, con i quali Romano aveva suonato per l'intero arco della sua esistenza il jazz, grande passione e suo unico lavoro.
Ci fu quella volta anche un piccolo tributo musicale, suonammo tutti per Romano, e Lino Banfi - che era presente insieme a tanti altri personaggi dello spettacolo - sentenziò: "Mi ricorda proprio un funerale di New Orleans. Per me i funerali dovrebbero essere tutti così".

Insomma, per quanto possa stridere il concetto, era proprio un bel funerale, sereno e ammantato di sincero dolore per la scomparsa del caro Romano.
Però, al termine del rito funebre, quando il feretro uscì dalla chiesa, fu accolto da centinaia di militanti di destra al grido di: "Camerata Mussolini, presente", e poi ancora "Duce, Duce" e "Eia Eia a là là". Militanti di estrema destra esposero anche una bandiera nera con il volto di Benito Mussolini e sotto il motto: "Credere, obbedire e combattere". Ecco che il "bel funerale" si trasformò in un attimo, in una manifestazione di nostalgici fascisti, molti dei quali vestiti in camicia nera e con i gagliardetti della X Mas.

Lo stesso è accaduto al il funerale di Rauti nella basilica San Marco a Roma. La folla, che già aveva iniziato lo "show" con il grido "Camerata Pino Rauti presente" per tre volte, e forse aizzata dall'arrivo del "nemico" Gianfranco Fini, ha tirato fuori il peggior repertorio fascista: da "Boia chi molla" a "Badoglio, Badoglio", inveendo contro Fini, per continuare con gli immancabili "Duce, Duce" e "Eia Eia a là là", e a contestare pesantemente con sputi e "buu" il presidente della Camera, reo di aver tradito, con la svolta di Fiuggi, gli ideali del neofascismo italiano.

Ideali che invece l'ex segretario del Mis e poi del Movimento Sociale-Fiamma tricolore portò avanti caparbiamente per tutta la sua vita.

Sembra proprio che il fascismo sia sempre in agguato, in attesa di eventi per rigurgitare.

Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

studio

studio
La sala di ripresa

studio

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la regia

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La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche