piero montanari

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L'AUTORE

giovedì 31 maggio 2007

Intervista sulle sigle TV


Oggi su www.sigletv.net è stata pubblicata una mia intervista fatta qualche mese fa (http://tivulandia.sigletv.net/interviste/montanari/). E' un sito che si occupa in maniera (oso dire) maniacale delle sigle televisive apparse in Italia. E' molto esaustivo e racconta anche come nascono, il giro affaristico che c'è (c'era) dietro e molto altro. Suggerisco di visitare il sito.

lunedì 28 maggio 2007

Un grande artista dimenticato


Ogni tanto mi dimentico di ricordarlo come meriterebbe fosse fatto da tutto il mondo dello spettacolo (quello non rutilante). Il 27 aprile scorso avrebbe compiuto 95 anni e con lui ho avuto l'onore di realizzare, come musicista, un programma per Rai 2 lungo un anno, tra progettazione, scelta dei suoi brani famosi (tantissimi), messa in opera di un mega concerto a Bologna ricco di difficoltà, perchè Renato era già ammalato.
Il programma si chiamava "C'era una volta io...Renato Rascel" di Giancarlo Governi e raccontava, attraverso la sua testimonianza, la storia della sua vita artistica e privata.
Di seguito c'è la "voce Renato Rascel" tratta da Wikipedia. E' fredda e distante, come tutte le biografie scritte sulle enciclopedie, ma utile alle giovani generazioni che probabilmente non sanno neanche chi è stato questo grande attore .

Renato Rascel (Torino, 27 aprile 1912 - Roma, 2 gennaio 1991) è stato un attore e cantante italiano.

Il suo vero nome era Renato Ranucci.

Comico tra i più popolari in Italia per una cinquantina d'anni, grazie a un sense of humour surreale, a una piccola statura che diventava essa stessa elemento di simpatia e autoironia e a delle più che discrete doti canore che sfoderò anche sul palco del Festival di Sanremo, dove nel 1960, vinse in coppia con Tony Dallara cantando Romantica. Presentò poi la stessa canzone all'Eurofestival dove si classificò ottavo. Il suo grande successo è però Arrivederci Roma, brano ancora tra i più noti e popolari per descrivere le bellezze della Città Eterna. Sul versante della canzone umoristica, indimenticabili alcune macchiette come Il corazziere (forse il suo capolavoro, quanto a invenzioni lessicali e nonsense), Napoleone e È arrivata la bufera.

Ma Rascel era anche un attore serissimo, come provano almeno tre film degli anni '50: Il cappotto (1952) di Alberto Lattuada, per cui ebbe il Nastro d'argento della critica italiana, La passeggiata (1953), ispirato come il precedente a Gogol e dall'attore anche diretto, e Policarpo ufficiale di scrittura (1959) di Mario Soldati, dove interpretava umili malinconici personaggi con sensibilità e leggerezza.

I suoi maggiori successi sono a teatro, nella rivista musicale del duo Garinei e Giovannini, con spettacoli come Attanasio cavallo vanesio, Un paio d'ali e Alleluja brava gente. Successi travolgenti di pubblico.

In televisione si dedica soprattutto a comparsate che ne rinnovano la popolarità ma senza lasciare troppo il segno. Con una eccezione: nel 1970 è il simpatico prete-detective protagonista del telefilm I racconti di padre Brown tratto dalle opere di Gilbert Keith Chesterton.

giovedì 24 maggio 2007

Notizia che puzza di orwelliano Grande Fratello...



GOOGLE PUNTA A ORIENTARE IL NOSTRO FUTURO
LONDRA - (Ansa, 24 maggio '07)
La cosa più inquietante di questa notizia non è ovviamente quello che sta dentro la maglietta della ragazza, ma ciò che sta dentro la notizia stessa il cui scenario, se si dovesse verificare, aprirebbe un ulteriore lacerazione nella nostra vita privata, ormai nelle mani dei vari Grandi Fratelli...
L'obiettivo di Google non è solo quello di raccogliere e fornire più informazioni possibili a chi naviga su internet ma anche, in futuro, diventare un vero e proprio organizzatore dell'esistenza dei suoi clienti. La prospettiva, che è destinata a suscitare timori per la privacy, é stata delineata parlando con giornalisti a Londra dall' amministratore delegato di Google Eric Schmidt, oggi citato dal Financial Times. Per Schmidt, la chiave sta nel raccogliere quante più informazioni sugli utenti così che un giorno Google ci potrà dire non solo cosa danno al cinema dietro casa, ma anche quale lavoro è più adatto a noi o come passare un weekend libero, grazie al fatto che "conosce" le nostre capacità e i nostri gusti. Una conseguenza logica, dice l'ad di Google, dell' ambizione del motore di ricerca di organizzare l'informazione globale. Lo scenario è stato prospettato dal capo della società internet quando gli è stato chiesto come prevede che diventi il super-sito web tra cinque anni: "Siamo in una fase iniziale rispetto all'informazione contenuta su Google. Gli algoritmi miglioreranno molto e noi miglioreremo nella personalizzazione dei contenuti. L'obiettivo è consentire agli utenti di Google di chiedere cose come 'Che faccio domani?', oppure, 'Che lavoro dovrei cercare?'. Secondo il FT lo scontro tra i motori di ricerca è ora focalizzato sulla corsa a creare la più ampia banca dati di informazioni individuali, così da permettere all'industria di offrire pubblicità sempre più personalizzata. E' da questa che i motori traggono profitti, perché questo tipo di comunicazioni su misura sono le più costose. "Non possiamo a volte rispondere a domande di fondo, perché non sappiamo abbastanza di te. Questo è l'aspetto più importante dell'espansione di Google", dice Schmidt, ricordando che il rilancio del servizio iGoogle, che consente all'utente di personalizzare la propria pagina di ricerca e pubblicare suoi testi o immagini, sarà un aspetto chiave di questo progetto. Un altro servizio, Google personalised search, introdotto due anni fa, permette di dare a Google il permesso di memorizzare la storia delle nostre navigazioni su internet, consentendo così di focalizzare meglio e personalizzare i risultati delle ricerche. Attualmente è in fase di sviluppo Google Recommendations, dove il motore suggerisce all'utente quali prodotti e servizi usare sulla base di sue preferenze consolidate. Al momento non accade ancora, ma in futuro la società potrebbe vendere spazi di pubblicità personalizzata per questi beni e servizi 'suggeriti' all'utente. Di recente, Google ha dovuto piegarsi alle proteste dei gruppi per la difesa della privacy in Usa ed Europa, acconsentendo a limitare a due anni il tempo massimo per il quale conservare le informazioni sulle ricerche internet fatte dai suoi utenti. La proposta acquisizione di DoubleClick ha anche suscitato preoccupazioni: DoubleClick è infatti il servizio che lascia il software detto 'cookies' sui computer quando si visita un certa pagina, memorizzando la stessa 'visita'.

venerdì 18 maggio 2007

La Roma vince La Coppa Italia


Le due migliori squadre del campionato, Inter e Roma, hanno onorato ieri sera con una bella partita la Tim cup, trofeo tornato da qualche anno in auge. La nostra Roma se l'è aggiudicato con merito, dopo aver battuto 6 a 2 l'Inter in casa e ipotecando così il return match.
Due considerazioni su Totti, che ha fatto una stagione straordinaria: questa coppa ha per lui un valore speciale, addirittura più forte del campionato mondiale vinto in Germania, se vogliamo. Là era l'ombra del Totti che conoscevamo, convalescente e affaticato dal superlavoro cui si era sottoposto per rientrare velocemente. Secondo posto e coppa Italia sono la dimostrazione del ritorno di questo grandissimo campione, simbolo della Roma e di un calcio pulito.

lunedì 14 maggio 2007

Notizia che puzza di monopolio TV...

2007-05-14 12:33
MEDIASET ACQUISTA ENDEMOL PER 2,6 MILIARDI
MILANO - Mediaset ha firmato l'accordo per l'acquisto del 75% di Endemol per 2,629 miliardi di euro. L'accordo e' stato firmato con Telefonica attraverso Mediacinco Cartera, Cyrte Fund e Gs Capital per l'acquisto del 99,7% di Endemol Investment, che detiene il 75% della societa' operativa quotata Endemol Nv. L'intesa prevede il lancio appena possibile di un'Opa sul rimanente 25% del capitale ad un prezzo di 25 euro per azione. Mediaset e Telecinco investiranno complessivamente fino a un massimo di circa 486 milioni di euro attraverso il veicolo Mediacinco Cartera. L' operazione e' naturalmente subordinata all'approvazione dell'Autorita' competente. Gli acquirenti sono stati assistiti da Mediobanca e Goldman Sachs.

Resterà da capire se Berlusconi e Confalonieri diventeranno, con questa operazione, soci della Rai...Forse ci obbligheranno a bruciare i televisori in piazza, cosicchè ci toccherà imparare a memoria tutte le battute del Grande Fratello, per i posteri.

Chanel n. 2

TOTTI: CHANEL? NOME SCELTO DA CRISTIAN Il campione giallorosso, dopo la partita con il Torino, e' tornato in ospedale a Roma dove Ilary Blasi ha partorito la secondogenita.
La notizia la riporto come l'ha data l'Ansa e subito mi vengono in mente delle considerazioni che mi corre l'obbligo fare, da romanista tottista: mi sembra difficile che il figliolo primogenito di Francesco e Ilary, Cristian (senza l'H tra la C e la R, dopo vedremo perchè) abbia potuto scegliere un nome, eppoi quel nome che, evidentemente, è un cognome, e pure francese. Cocò Chanel è stata una straordinaria stilista di moda parigina, l'inventrice della donna pò mascolina, aggressiva ma sempre femminile, con i suoi tailleurs dai profili squadrati. Famoso è anche un suo profumo, Chanel n. 5 che Marilyn Monroe soleva mettere quando andava al letto al posto del pigiama e delle mutandine. Il ragazzino Totti deve essere stato sollecitato da Ilary e Francesco i quali, immagino, gli avranno chiesto - A' Cri, tra sti nomi, pe a pupa, quale te piace? Mo tii dimo: Kevina, Debora senz' "H" e Chanel. Eh Cri?, Quale te piace? - Con tutta probabilità il piccolo Cristian Totti, giocando col pupazzetto giallorosso raffigurante il papà, solleva gli occhi verso i suoi bellisimi e famosissimi genitori e tra un balbettio e l'altro, con un accenno di bavetta, spara fuori - Cianè, Cianè bello bello, Cianè! - Ecco fatto, il piccolo Cristian senz'H ha decretato il nome della sorellina. Aug (senz'H, non si usa più dai Totti), aug ho detto! La piccola Chanel, a differenza di Cristian, invece, avrà l'H tra la C e la A, altrimenti bisognerebbe scriverlo all'italiana, cioè Scianel. In francese il suono SC si scrive CH. Beh, al di là della glottologia, la famiglia Totti, che peraltro mi sta molto simpatica (sono romanista tottista, lo ricordo), si è voluta distinguere dalla la massa di Anne, Martine, e Deboreh. A proposito di Deborah. Un tempo l'H alla fine era in uso, ma si chiedeva sempre - con l'H o senza? - Chissà se mai chiederanno a Chanel - ma come si scrive, con l'H o senza?

domenica 13 maggio 2007

Giancarlo Governi e la Barzelletta


Ho scritto queste tre cartelline sulla barzelletta (ma tu dici: con tutto quello che hai da fare, ti metti pure a perdere tempo con la critica della barzelletta? Embè! Non possono essere cazzi mia?), e le dedico a uno dei miei "fornitori abituali".
Ciao

Giancarlo


Alzi la mano il barzellettaro (così si chiama chi racconta le barzellette, e non barzellettiere, come si sente dire in qualche trasmissione televisiva) che non si è mai sentito fare la domanda : "Chi inventa le barzellette ?". Già, chi le inventa .. E questo è il primo mistero legato alla barzelletta. Il secondo è l'etimologia della parola. Tutti i dizionari della lingua italiana parlano di etimo incerto: lo Zingarelli, il Devoto-Oli, persino il monumentale Vocabolario della Enciclopedia Italiana. Soltanto l'ultimo uscito, il DISC, azzarda un'ipotesi: forse dal francese bergerette, pastorella, un nome derivato dalla antica origine villereccia della barzelletta che era una "breve e rapida canzone a ballo popolare, composta di settenari e ottonari...". Qualcosa che faceva divertire i villici di alcuni secoli fa e che alla fine del secolo scorso si trasformò in qualcosa che faceva divertire i borghesi. Perché la barzelletta così come la conosciamo, e la pratichiamo oggi, ha poco più di un secolo.
Alla prima domanda (chi le inventa ?) non cerca di rispondere neppure Achille Campanile che nel 1961 redasse un dotto e semiserio, alla sua maniera, Trattato delle barzellette "con florilegio, silloge, repertorio, divisione per materie, enciclopedia alfabetica e storica, ad uso delle scuole, Università, famiglie, comunità, signore sole, viaggiatori, tipi sedentari e professori della Sorbona". Seguono alcune centinaia di pagine in cui si danno consigli ai barzellettari ma nessuna risposta all'annoso quesito.

Posso azzardarne una io, partendo dal fatto che la barzelletta si tramanda oralmente, come anticamente - prima cioè della meccanizzazione, e della standardizzazione, della comunicazione con dischi, libri, film, giornali ecc. - si tramandavano le canzoni, i racconti e persino le notizie. Nella tradizione orale, si sa, il portatore, colui cioè che ha ricevuto e che passa ad altri, non trasmette fedelmente ma aggiunge o modifica qualche cosa, per cui passando di bocca in bocca, la barzelletta assume sempre più forma di racconto umoristico, di piccola sceneggiatura, di sketch comico. Le canzoni popolari avevano un autore originario la cui identità era sempre ignota, ma gli autori diventavano centinaia e migliaia mano a mano che la canzone veniva trasmessa. Così avviene per la barzelletta.

A me è capitato di inventare qualche barzelletta di sana pianta, dando corpo di racconto ad una battuta, di averla trasmessa ai miei fornitori o clienti abituali (di barzellette, si intende) e di essermele viste ritornare, a distanza di mesi ed anche di anni, arricchite e migliorate o anche svilite e impoverite. Sono gli effetti della 'tradizione orale' : come si dice, le barzellette bisogna saperle raccontare. Infatti, ci sono barzellette anche su chi non le sa raccontare. Come quella del marito che se ne fa insegnare una da un amico, famoso barzellettaro, per fare bella figura con la moglie che gli rimprovera di fare sempre meschine figure nei salotti che frequentano. L'amico glie ne insegna una facile facile. «Tu, quando arrivi a casa, le dici "sai, chi è in vin di vita ?", lei ti domanderà subito "chi ?" con apprensione, e tu, ridendo, le risponderai "il sedere", perché il sedere è... alla fine della vita». Il marito durante tutto il tragitto ripete mentalmente la barzelletta, impaziente di far finalmente ridere la consorte. Ma non appena la moglie gli viene ad aprire, con la faccia di circostanza, le dice : «Indovina chi è morto !». Lei : «Chi è morto ?». «Il culo !» risponde pronto il marito che non sa raccontare le barzellette.

Le barzellette sono di vario genere : quelle 'sporche' (le più gettonate), quelle scolastiche, quelle religiose, quelle sui matti, quelle sui carabinieri (le stesse che i francesi attribuiscono ai belgi e gli americani ai polacchi), quelle sugli avari che possono essere genovesi, scozzesi o ebrei (questi ultimi sono i più grandi inventori di barzellette di cui loro stessi sono protagonisti), quelle politiche e via di seguito. Ma la struttura è sempre la stessa e spesso si ripresenta aggiornata dopo essersene stata acquattata per anni nella memoria. Come quella che mi ha raccontato un mio "fornitore" abituale recentemente, che comincia così : «Al funerale di Prodi, vanno le vedove di D'Alema, Berlusconi e Fini... come continua non me la ricordo ma comincia benissimo !». Io mi sono ricordato, e l'ho detto al mio "fornitore", che anni fa la stessa barzelletta circolava in questa versione : «Al funerale di Andreotti, vanno le vedove di Craxi e di Forlani...». Chissà se cento anni fa si raccontava dei funerali di Giolitti a cui partecipavano le vedove di Crispi, e di Zanardelli... La storia non ce lo tramanda ma se così fosse stato non ci meraviglieremmo.

La struttura della barzelletta, come dicevo, si ripete ma si ripetono anche gli archetipi (che sono il cretino, il cornuto, il gabbato, il furbo e così via), come nelle favole, altre storie tramandate oralmente, tanto da far sostenere allo studioso russo Propp che gli uomini, in ogni parte del mondo e in ogni epoca, si sono raccontati sempre la stessa favola. Come pure ci siamo raccontati sempre la stessa barzelletta, intorno alla quale si è sfogata la creatività popolare, che nella barzelletta ha il suo ultimo campo di azione, nell'era della globalizzazione della comunicazione.



Giancarlo Governi

La mia risposta, caro Giancarlo

Bella, fratè! (saluto dei rappers romani, "Hip-hop" all'amatriciana((ovviamente sai che l'hip-hop è il movimento culturale nato nei ghetti neri delle grandi città americane, da cui scaturisce il canto-denuncia-cazzeggio-chiacchierato che è il rap)) )
Gradevole il tuo saggetto sulla barza. A tal proposito ti mando un apologo (a volte sostituisce la barzelletta, ma con un sottofondo più sacrale e morale, ad uso dei più inclini alla cultura e meno volgare in senso lato).
Mi auguro che qualche "goodtimer" (buontempone) non te l'abbia già mandato, ma ne dubito fortemente.
Un abbraccio
Piero

Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario.
Questi, arrivato in loco, visita l'animale e dice al fattore:
"Casi così sono gravi; l'unica è provare per un paio di giorni a dargli
queste pillole: Se non reagisce sarà necessario abbatterlo".
Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:
"Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!"
Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le
pillole, dicendo poi al fattore "Non reagisce: aspettiamo ancora un po'ma, credo, non ci sia alcunchè da fare."
Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo
“Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!".
Ma il cavallo niente. Il terzo giorno il veterinario verifica l'assenza di progressi e, rivolto al fattore: "Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia." Il maiale corre disperato dal cavallo:
"Devi reagire, è l'ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!"
Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice:
"Grazie... Grazie!!! Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un
miracolo! Dobbiamo assolutamente fare una grande festa:
Su, presto, ammazziamo il maiale!!!"

Morale Zen:

FATTI SEMPRE I CAZZI TUOI!


venerdì 11 maggio 2007

Votantonio Votantonio ex su Rai 2

CANCELLATO 'VOTANTONIO', TORNA 'VOYAGER' ROMA - 'Votantonio', il controverso (e sconfitto) programma di Raidue (4,96% in prima serata, quasi un record negativo assoluto) è stato cancellato. Il programma della Einstein Multimedia, di cui era stata registrata anche una seconda puntata e il cui flop aveva accelerato le richieste dei consiglieri del centrosinistra di una sostituzione del direttore di Raidue Antonio Marano, sarà sostituito da Voyager-Ai confini della conoscenza di Roberto Giacobbo. Voyager, dopo essere andato in onda in seconda serata, era stato promosso per tre lunedì, prima dell'arrivo di Votantonio, in prime time raggiungendo il 10% di share.
Alla luce di questi fatti, potete vedere pure quello che vi pare!

mercoledì 9 maggio 2007

Votantonio Votantonio su Rai 2


Lunedì scorso, 7 maggio, su Rai 2 alle ore 21 è andato in onda un programma dal titolo: "Votantonio Votantonio" realizzato dalla Einstein Multimedia, la società di Luca Josi che, insieme alla olandese Endemol e a Ballandi, ha più spazio nelle produzioni televisive.
Questo programma di cui parlo, condotto da Fabio Canino (Marziani etc.) ha avuto una delle percentuali d'ascolto (e quindi di gradimento) più basse degli ultimi vent'anni, considerando che va in prima serata. Tutto ciò rientra nella normalità (si fa per dire...), se fai una trasmissione che non ha meccanismi di appeal per catturare lo spettatore, ormai corrotto dal telecomando (la seconda invenzione diabolica, dopo l'auditel).
Non saprei dare un giudizio sulla prima puntata (ce ne sarà una seconda?) di Votantonio se non dire che mi è sembrata troppo lunga (quindi noiosa). E poi l'ironia di Canino sembra aver poco a che fare con lo stile del programma.
Votantonio vorrebbe rifarsi al glorioso Portobello di Enzo Tortora, e un pò ad un format inglese di successo, Vote for me. Il meccanismo in breve:ci sono sei concorrenti a puntata che hanno un'idea, generalmente bislacca, per risolvere problemi annosi (tipo: l'acqua alta a Venezia, il traffico a Roma, una legge che consenta la bigamia per le donne etc,). Per essere votati fanno una campagna elettorale cercando consensi. In studio vengono votati dal pubblico e da alcuni personaggi di spicco. Per la prima puntata hanno scomodato Pippo Baudo, l'ex ministro Martelli, la figlia di Ciriaco de Mita, il futurologo Augusto Vacca.
Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che per la sigle di apertura e chiusura, nonchè stacchetti e sottofondi, hanno usato il mio brano Totò Rap, che appunto contiene il tormentone Votantonio Votantonio, mirabile pezzo di Totò dal film Gli Onorevoli. Qual'è il busillis? Beh, se chiudono il programma mi tagliano il contratto e perdo anche i diritti d'autore!
Faccio appello alla vostra coscienza di telespettatori e vi prego di turarvi il naso e guardare Votantonio Votantonio il lunedì su Rai 2 alle ore 21, soprattutto quelli in possesso dell'apparecchio Auditel (che detto così sembra un apparecchio acustico per ipoudenti...). Una cortesia personale!

lunedì 7 maggio 2007

Stanlio & Ollio: un'esperienza indimenticabile


DUE TESTE SENZA CERVELLO (Raiuno, 1985), di Giancarlo Governi

Interessantissimo programma in 12 puntate che racconta la vita e l'opera dei fantastici Stan Laurel & Oliver Hardy! Per l'occasione Governi andò in America ad intervistare personaggi legatissimi all’indimenticabile coppia di comici, come il loro biografo ufficiale John McCabe, il produttore Hal Roach (all'epoca 92enne, sarebbe morto nel 1992 alla veneranda età di 100 anni!), il loro musicista di fiducia Marvin T. Hatley, autore del "Cuckoo Song", il celebre ritornello che apre ogni loro comica, e famosi attori come Rosina Lawrence e Felix Knight. Grazie a questa trasmissione il pubblico italiano ebbe l’occasione di vedere per la prima volta doppiati in italiano "Pick a Star", "The Stolen Jools" e "The Tree in a Test Tube" (anche se in quest'ultimo in originale c’è solo il narratore che parla). C'è inoltre un commoventissimo filmato amatoriale girato da un loro ammiratore qualche mese prima della morte di Oliver, che mostra i due amici che scherzosamente danno un piccolo saggio della loro comicità. Oliver Hardy è visibilmente dimagrito, perché a causa di una malattia cardiaca i medici lo avevano costretto a perdere ben sessantacinque chili. Non avrebbe sopportato lo scompenso fisico e sarebbe morto di lì a poco. Inoltre alla fine di quasi tutte le puntate c'è una comica muta della celeberrima coppia, ognuna delle quali è doppiata. In questo caso per "doppiata" s’intende che Giorgio Ariani e Enzo Garinei, gli ultimi doppiatori della coppia, leggono le didascalie. Davvero un ottimo programma.

Commento di Andrea Giampietro

La notte in cui nacque la...Dolce Vita




Marcello Rosa, il trombonista, era una sera a suonare in un famoso ristorante, il Rugantino, insieme al suo gruppo jazz tradizionale, la "Roman New Orleans Jazz Band", praticamente una nave scuola per i jazzisti dell'epoca.
Quella sera avvenne un fatto che segnò per sempre la vita notturna della capitale: la nascita della Dolce Vita. Cosa accadde? Una sconosciuta ballerina turca, tale Aichè Nana, divenne di fatto l'emblema della dolce vita, spogliandosi davanti agli avventori del locale e ad un nugolo di paparazzi, di certo avvisati precedentemente, che immortalarono la scena. Arrivò la "buoncostume" prontamente chiamata e le foto che uscirono sui rotocalchi dell'epoca (era il 1953 e Roma era una città governata dai catto-bigotti) scatenarono uno scandalo di proporzioni bibliche, tanto che furono denunciati tutti gli avventori del Rugantino e qualcuno di loro finì anche in galera. Il locale rimase chiuso per lungo tempo e poi finì miseramente in declino. Marcello Rosa fu l'unico a non beccarsi la denuncia. Quando arrivò la polizia, si trovava imboscato nel guardaroba del locale, perchè là aveva portato i vestiti che Aichè Nana si toglieva e che gli passava... Grande Marcello!

venerdì 4 maggio 2007

La biografia di Tony Scott (scritta per Wikipedia)



Anthony Joseph Sciacca (Morristown, New Jersey, 17 giugno 1921 - Roma, Italia, 28 marzo 2007), meglio conosciuto con il nome d'arte di Tony Scott, è un musicista jazz statunitense.
Nasce da genitori siciliani emigrati negli Stati Uniti da Salemi nei primi anni del ‘900. Iniziò molto presto gli studi musicali, diplomandosi in clarinetto alla Juilliard School di New York. Sempre a New York ha studiato successivamente alla "Scuola di Musica contemporanea", con il compositore Stephan Volpe.
Coinvolto dall’atmosfera musicale profondamente stimolante che nella metà degli anni 1940 si respirava soprattutto a New York, scoprì presto il jazz e suonò con i più grandi musicisti di questo genere musicale e divenne un jazzista di fama internazionale. Oltre al clarinetto suona il sassofono ed è compositore, pianista e direttore d’orchestra.
Spinto dalla curiosità e dall'interesse per il genere umano, Tony Scott ha vissuto in diverse parti del mondo, stabilendosi di volta in volta nei paesi che gli offrivano ospitalità ed esperienze musicali (Africa, Giappone, Indonesia, Cina, Europa), finendo con lo stabilirsi definitivamente a Roma, dove è morto il 28 marzo 2007 a 86 anni.
La tecnica musicale
Virtuoso del clarinetto, lo suona con una tecnica più vicina ad altri strumenti, come il sassofono o piuttosto la tromba, Ammiratore di Charlie Parker, Scott impiega anni ad evolvere il proprio stile clarinettistico, cercando di staccarsi dal grande Benny Goodman che a quel tempo, assieme alla sua orchestra, , aveva portato questo strumento alle vette più alte. Di Parker, recepì la lezione più importante, e cioè l’intenso fraseggio “be-bop” unico e fluente, esclusivo ed innovatore. Il suono del clarino di Scott combina quindi i toni acuti e subacuti con toni bassissimi e flautati, alternandoli fra loro con agili e veloci movimenti tecnici, per creare un’iperattiva sorgente di suoni, mai fuori del suo controllo. Un suono a volte etereo, ma a volte, invece, così potente da eguagliare quello di sassofoni e trombe.
Attività musicale
L’attività di Tony Scott è stata lunga e ricca di esperienze e riconoscimenti mondiali. Ha suonato con I più grandi jazzisti della cosiddetta “Epoca d’oro”: da Erroll Garner, Buck Clayton, Billy Taylor, Trummy Young, Art Tatum, Ben Webster, Lester Young, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Bud Powell, Fats Navarro, Sid Catlett, Charlie Shavers, Al Cohn, a Peggy, Lee, Sarah Vaughan, Carmen McRae.
Per la sua grande amica Billie Holiday è stato clarinettista, pianista, arrangiatore e leader dell'orchestra (concerto alla Carnegie Hall e album originale: “Lady Sings The Blues”).
Ha suonato in numerose e famose orchestre americane, quali quelle di Buddy Rich, Charlie Ventura, Lucky Millinder, Benny Carter, Tommy Dorsey, Duke Ellington, e tra il 1953 ed il 1956 ha diretto la Tony Scott Big Band e il "Tony Scott Septet". È stato direttore musicale per Harry Belafonte, arrangiando grandi successi quali “Banana boat song” (Day-O) e “Matilda” (che furono registratati con l'orchestra e coro di Tony Scott).
Ha fatto parte di quella che fu chiamata “Third Stream Music”, suonando con la Modern jazz Society ed il Modern jazz Quartet diretti da John Lewis e Gunther Shuller. Ha diretto i suoi propri differenti quartetti avvalendosi di musicisti quali Milt Hinton, Dick Hyman, Bill Evans, Paul Motian, Clark Terry, Sahib Shihab, Jimmy Knepper, Henry Grimes, Dick Katz, Philly Jo Jones, Osie Johnson, Kenny Burrell, Wynton Kelly, Percy Heath, McCoy Tyner, Keith Jarrett. Le incisioni di quel periodo sono tuttora ristampate sui CD :”The Complete Tony Scott”, “The Both Side of Tony Scott”, “Tony Scott & Bill Evans”, “A Day in New York”.
Curiosità
Il suo disco più famoso e più venduto è “Music for Zen meditation”

giovedì 3 maggio 2007

In memoria di Rino Gaetano


RICORDO DI RINO GAETANO 1981-2007
Il 2 giugno di ventisei anni fa moriva, per un assurdo incidente d'auto, uno straordinario cantautore d.o.c., Rino Gaetano, mentre, nelle prime ore del mattino, tornava nella sua casa di Montesacro, un quartiere alla periferia nord di Roma. La strada la conosceva molto bene e la notte pure, ma non fu sufficiente per salvargli la vita, che si arrestò contro l'unico veicolo che transitava in quel momento, un camion. Una morte surreale, come surreali erano lui e le sue canzoni.

Rino viveva di notte ed odiava la luce del sole. È uno dei ricordi che mi lega a lui quando, due anni prima, nel 1979, affrontammo insieme la sua tournée estiva in giro per l'Italia. Di giorno, noi del gruppo non lo vedevamo mai; rimaneva rintanato nella sua stanza d'albergo per tutto il tempo, per poi affacciarsi alla vita come il sole scendeva all'orizzonte, con la sua faccia pallida e sorridente, resa ancor più simpatica dai suoi dentini sovrapposti. Era per queste ragioni che gli avevo subito appioppato l'appellativo, ovvio per altro, di "Dracula il vampiro".

Ho molti altri ricordi di Rino-Dracula, ma uno in particolare mi è più caro fra tanti, e lo voglio raccontare.
Agli inizi degli anni '70, un gruppo di giovani musicisti e cantautori si affacciava alla ribalta romana, e molti di loro (e di noi) facevano capo all'etichetta discografica di Vincenzo Micocci (It dischi italia, distribuita dalla RCA) e a quella attigua di Edoardo Vianello (Apollo records-RCA), con annesso "Studio 38", una sala di registrazione decentrata, rispetto a quelle più importanti della "grande mamma" RCA di Via Tiburtina Km. 13.5.

Fu proprio in quella piccola sala a 8 piste, il massimo della tecnologia per l'epoca, che videro la luce i primi dischi di Francesco De Gregori ("Alice"), di Amedeo Minghi, di Antonello Venditti ("L'Orso Bruno"), di Renato Zero ("No mamma, no"), ai quali ho avuto la fortuna di partecipare. Lo studio 38 rappresentò, per quel periodo e per quel gruppo di musicisti, un'importante officina dove sperimentare la nostra musica.

Un giorno arrivò da me Venditti con un ragazzo piuttosto giovane, dall'aria stralunata e dalla faccia pallida. Mi disse che era un bravo autore, che scriveva strane e bellissime canzoni senza capo né coda, e mi coinvolse ad entrare in produzione, con l'intento di realizzare per lui il suo primo disco. Nell'"affare" coinvolgemmo anche il fonico dello studio, che si chiamava Aurelio Rossitto.
Dopo qualche giorno vide la luce il lavoro, prodotto da Rossitto, Venditti e Montanari (con l'acronimo RosVeMon, mai più insieme nel futuro), che si avvalse anche della collaborazione straordinaria di uno zampognaro vero, frequentatore della vineria sotto casa di Antonello.
Non mi scorderò mai delle sedici ore passate in sala di registrazione, per cercare di far emettere una nota intonata (si fa per dire…) allo zampognaro. Ma per la sperimentazione si faceva questo ed altro!

Il disco si chiamava "I love you, Maryanna" ed era un piccolo inno demenziale alla marijuana, a cui il titolo, con un giochino di parole, faceva esplicito riferimento. L'artista, che era poi Rino Gaetano, volle farsi chiamare "Kammammuri's", con una tigre che troneggiava sulla copertina del disco.

Mi fa piacere che, a distanza di ventisei anni dalla sua morte, Rino, un caposcuola, non sia stato dimenticato. E mi associo a ciò che Gino Castaldo scrive su Repubblica dell'autore di "Gianna" e "Il cielo è sempre più blu": "Rino Gaetano era un'anomalia, un grillo dispettoso e surreale che diceva sempre la verità. Mentre trionfavano impegno politico e poesie cantate, inventò uno stile corrosivo e divertente: canzoni come vignette satiriche". Ciao Rino.

Il mio ricordo di Romano Mussolini


ROMANO MUSSOLINI: UNA STORIA DI MUSICA



Una storia straordinaria e tragica di un uomo che, invece di fare a pugni con la Storia, si mette a suonare il piano e che attraversa proprio un pezzo di quella storia drammatica. E poi il Jazz come comun denominatore, come colonna sonora, come collante alla storia. Roma e i suoi personaggi della dolce vita, i delitti, gli scandali e il Jazz nei locali di via Veneto. Romano ci ha accompagnato con il suo jazz attraverso quel mondo affascinante. Questo mio ricordo è per onorare la memoria di un grande amico.

La vita di Romano è stata sempre caratterizzata da due elementi fortissimi della sua personalità, ambedue equivalenti ed in netto contrasto fra loro: la pesantezza del cognome che si portava dietro, con il suo percorso tragico e i giudizi della Storia e delle persone che incontrava, e il suo carattere allegro e gioviale, tendente alla giocosità ed alla goliardia, una leggerezza talvolta scambiata per superficialità, una lievità che utilizzava per sopravvivere.
Del suo cognome aveva un forte pudore ma, al tempo stesso ne andava fiero. Ricordo che spesso, quando lo pronunciava per presentarsi, lo faceva sottovoce, come se avesse paura che l’interlocutore si potesse sconvolgere al suono di quella parola: “Salve, sono ROMANO Mussolini” laddove Romano era pronunciato forte e Mussolini sembrava un soffio. Però guai a chi si permetteva di dare giudizi! Perdeva la sua allegria e si infuriava moltissimo, anche se non mi è mai capitato di assistere a scene spiacevoli nei suoi confronti. Piuttosto sembrava che chiunque lo avvicinasse, ne avesse timore e rispetto e spesso aveva straordinarie manifestazioni d’affetto corredate da calorose strette di mano, abbracci e baci, parole di elogio per suo padre che peraltro lui liquidava timidamente con ringraziamenti sommessi.
Mi meravigliavo sempre dei consensi che otteneva non solo come pianista ma soprattutto come figlio del duce, ed ero sorpreso che mai nessuno gli si parasse davanti minacciandolo – Ehi, tu sei il figlio di un dittatore pazzo che ha distrutto l’Italia e ti odio! – Come dicevo, gli si avvicinavano persone che lo riconoscevano o sapevano chi era e lo abbracciavano, ricoprendolo di elogi per suo padre, la sua famiglia e il fascismo. Alcuni piangevano e lo baciavano, altri gli chiedevano un autografo sulla tessera del Msi, il rinato partito fascista di Giorgio Almirante, ma mai nessuno che lo abbia insultato. Spesso le persone si rivolgevano a me che gli ero vicino e con voce sognante mi dicevano – E’ tutto suo padre! – E io mi incazzavo, pensando che lui da suo padre era altro e che in Italia c’erano veramente ancora milioni di nostalgici fascisti con la memoria corta. A quel tempo, si parla degli anni ’70, ero molto a sinistra e in giro con Romano si mandava giù qualche boccone politico non proprio squisito.
Era timido, si diceva, ma goliarda e buontempone, incline al “cazzeggio”, sempre con la battuta pronta e con la voglia di ridere. Aveva terrore di tutto ciò che potesse essere serio. Sembrava non volesse mai approfondire le cose o impegnarsi più di tanto, come se volesse sempre veleggiare leggero al di sopra di tutto, come se la sua nevrosi lo obbligasse ad alleggerire anche le tragedie o gli imprevisti più drammatici.
Per via di questa timidezza era un po’ goffo e spesso impacciato, ma davanti al pianoforte si trasformava in un musicista possente e trascinatore. Suonava il piano jazz meravigliosamente e lo suonava senza averlo mai studiato, nel senso canonico.
Lo conobbi nell’inverno del 1970 perché venne nel locale dove suonavo. Era un sotterraneo ben arredato dell’Hotel Ludovisi, vicino via Veneto, che il grande clarinettista americano Tony Scott che lo aveva in gestione, aveva battezzato come “Tony Scott’s Music Sanctuary”. Tony mi aveva assunto come bassista per poche lire per suonare fino alle cinque del mattino sempre lo stesso spettacolo di jazz ripetuto in vari “set” e senza variazioni. Mi ricordo che dopo due settimane il batterista Roberto Spizzichino si diede alla fuga perché non resisteva più alle angherie di Tony. Personalmente mi feci forza e rimasi. Ero un discreto bassista ma inesperto e non conoscevo molti brani di jazz. Una sera venne Romano e nacque una jam session. Chiese di suonare un brano inusuale che era un cavallo di battaglia di Oscar Peterson, dal titolo “Woodin you”. Casualmente era uno degli unici due standard di jazz che conoscevo e suonai benissimo. Alla fine Romano si complimentò con me e mi chiese se volessi accompagnarlo per una serie di concerti. Ovviamente accettai, anche se dovetti confessargli che non conoscevo molto il jazz.
In seguito fu paziente con me e mi insegnò molte cose, non solo musicalmente. Gli interminabili viaggi in macchina insieme a lui per andare a suonare furono per me una scuola di vita e un percorso di formazione. Romano è stata una delle persone più importanti che ho incontrato e ha avuto, tra i tanti, il merito di diffondere la cultura jazzistica nel nostro paese. Ha tenuto a battesimo, come me, decine di altri musicisti che ha aiutato e sostenuto nella carriera con i concerti. Con il jazz si mangiava davvero poco e Romano era sempre carico di lavoro. Grazie alla sua bravura e alla curiosità per il suo cognome, non gli era difficile trovarne.
La sua vita è stata la testimonianza di un periodo irripetibile e bellissimo per il jazz italiano di cui Romano Mussolini è stato sicuramente una stella.
La sua morte, avvenuta il 3 febbraio del 2006, mi ha lasciato molto più solo.

Premio alla Cultura

PREMI SPECIALI

A BENEMERITI DELLA CULTURA

(Trofeo di Cristallo e Medaglia d’oro del Presidente dell’Ass. Cult. “P. Raffaele Melis O.M.V.”)

Musicista Regista Maestro PIERO MONTANARI
Roma

Premio “Francesco Di Lella”

“Per avere contribuito con la musica e la regia all’evoluzione ed all’affermazione di attori e cantanti di chiara fama nazionale ed internazionale, lasciando un segno vivo nel panorama cinematografico e musicale italiano, senza mai desistere anche in un periodo così difficile ed arduo come l’attuale.”

Firmato Augusto Giordano, Getulio Baldazzi, P.Ezio Bergamo, Rita Tolomeo, Maurizio Pallottí, Domenico Di Lella, Maria Fichera, Gianni Farina, Rita Pietrantoni, Paola Pietrantoni, Domenico Gilio.

Il premio sarà conferito il 13 giugno 2010 alle ore 16 al teatro S. Luca, in via Lorenzo da' Ceri 136 - Roma.

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!

Esce il cofanetto della mitica trasmissione!
Finalmente nelle librerie "L&H:2 Teste senza cervello", libro e Dvd con la summa delle puntate migliori e, udite udite, dialoghi ANCHE IN ORIGINALE . Lo abbiamo presentato da MelBookStore il 30 giugno 09. C'era Italo Moscati, persona di straordinaria cultura e spessore umano. Con quella di Giancarlo le due 'memorie' si intersecavano a meraviglia! Due teste con parecchio cervello...SE TI INTERESSA COMPRARLO, CLICCA SULL'IMMAGINE!

Al Parco di S. Sebastiano

Al Parco di S. Sebastiano
Con Guido De Maria e Giancarlo Governi, i padri di SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!

Celebriamo SUPERGULP!
Talk Show con Giancalo e Guido al "Roma Vintage Festival", 16 giugno 2009 dedicato allo storico programma Rai

Celebriamo Gabriella Ferri

Celebriamo Gabriella Ferri
Con Giancarlo

...e Rino Gaetano

...e Rino Gaetano
Con Giancarlo

...ancora Rino

...ancora Rino

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo

Con sua sorella Anna Gaetano e Giancarlo
In omaggio a Rino, quella sera ho cantato "I love you Maryanna", primo disco di Rino, prodotto da me e da Antonello Venditti nel 1973. Con Rino feci un tour nel 1979. Alla batteria c'era Massimo Buzzi, alle chitarre Nanni Civitenga e Rino e io al basso. Il 'road manager' era Franco Pontecorvi che oggi vive come me sui Castelli Romani e vende occhiali.

Serata Supergulp

Serata Supergulp
Venerdì 17 luglio '09 al Parco S. Sebastiano (Caracalla) all'interno di Roma Vintage, verrà ripetuta la serata dedicata alla genesi del mitico programma televivivo. Parteciperanno Giancarlo Governi, Guido De Maria e Piero Montanari (me stesso...). Appassionati intervenite!

Un giovane promettente...

Un giovane promettente...
Luca, il giorno che si è vestito bene per il suo saggio di pianoforte. Sarà pur vero che "ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma ci saranno pure degli scarrafoni universalmente belli, o no?

Maggio 2008: un piacevole incontro

Maggio 2008: un piacevole  incontro
Dopo più di vent'anni ho rivisto l'amico Giorgio Ariani, grande attore e voce ufficiale Italiana di Oliver Hardy (Ollio). Nel 1985 realizzammo la sigla di "2 Teste senza cervello" e Giorgio, con Enzo Garinei (Stanlio) doppiò una marea di film della coppia per i quali realizzai le musiche.

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"

Una gita al "Giardino dei Tarocchi"
A Capalbio (Gr.) c'è un posto magico da visitare, con opere d'arte tra ulivi e macchia mediterranea, opera dell'architetta Niky De St. Phalle che ha realizzato in 20 anni un percorso di magnifiche statue ispirate ai Tarocchi, le magiche carte che predicono il futuro...Dato il suo nome, è meta di "sole" e personaggi cosiddetti " taroccati". Wanna Marchi e sua figlia sono state spesso viste aggirarsi tra le magnifiche statue!

Diana Nemi 2007/2008

Diana Nemi 2007/2008
Da sx alto: Samuele, Emanuele, Federico R., Lorenzo, Matteo, Edoardo, il Mister Eugenio Elisei. Sotto:Simone, Luca, Daniele, Valerio, Riccardo, Federico C.

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini

Luca e Pedro 'Piedone' Manfredini
Col mio "idolo" calcistico di ieri

Luca e Francesco Totti

Luca e Francesco Totti
Col suo "idolo" calcistico di oggi

Luca Montanari

Luca Montanari
Il calciatore. Questa stagione, la prima di campionato con i pulcini della "Diana Nemi", è capocannoniere. Ha messo a segno ben 43 reti e tutte senza rigori, ma ventidue su calci piazzati!

Luca Montanari

Luca Montanari
Nel momento della premiazione

Daniele Serafini

Daniele Serafini
La premiazione

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07

A S D Diana Nemi Pulcini '98. Anno 2006 -'07
Da sx della foto: Samuele, Matteo, Riccardo,Federico, Wulnet, Carlo, Luca, Daniele. Seduto con il pallone, una vera pestilenza, Federico Rosselli. Dobbiamo dire grazie alla pazienza infinita del Mister Eugenio Elisei, che più volte ha pensato di mollare la squadra e dedicarsi alle missioni in Angola - E' meno faticoso - mi ha detto, disperato, alla fine di un allenamento.

Allenamenti anno 2007-2008

Allenamenti anno 2007-2008
Il mio secondo figlio unico...

Matteo Montanari

Matteo Montanari
Il mio primo figlio unico...

Ado e Sania Montanari

Ado e Sania Montanari
The Peter's Sisters

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952

La Roma tra la "B" e la "A" 1951-1952
Memmo Montanari (primo a dx nella foto) con i suoi tifosi in una trasferta della Roma. La foto è stata scattata al ritorno da Verona il 22 giugno 1951. Solo dopo quella partita la Roma ebbe la certezza di tornare in serie A

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.

Memmo Montanari, capo dei tifosi, in azione nel suo poderoso incitamento alla squadra.
Mio padre, che si diceva fosse danaroso, quando morì era povero. Qualcuno nel nostro quartiere Celio racconta ancora che comprava i giocatori alla Roma...

Mio padre al centro dei vip della Roma

Mio padre al centro dei vip della Roma
Ricordo questa foto da sempre. Quella che avevamo in casa aveva un ritocco fatto a mano da non so chi (forse mio padre stesso). Il "pittore" aveva dipinto a tutti pantaloncini da calcio e gambe nude! In quel periodo glorioso nasce il giornale "Il Giallorosso" che contribuì attivamente alla ricostruzione della Roma. Fu fondato da mio padre, Angelo Meschini (capi storici di allora del tifo romanista) e dai fratelli Mario e Peppino Catena (soci della Roma) con la collaborazione dell'avvocato Alberto Saccà, con cui mio padre, nei miei ricordi da piccolo, aveva rapporti conflittuali.

Il Giallorosso

Il Giallorosso
Testata del giornale dei tifosi della Roma fondato da mio padre nel 1952. Ero piccolino e ricordo quel giorno che mi fece vedere le bozze...ricordo la finestra della mia camera sulla Piazza, al civico 4, ed il Colosseo davanti.

Pop & Jazz History

Pop & Jazz History
Sonorizzazione

1970 Pop Maniacs

1970 Pop Maniacs
Qui ci sono anche le musiche di Spyderman e i Fantastici Quattro che feci nel 1977 per Supergulp!

Il Pianeta Totò

Il Pianeta Totò
Fotogramma della sigla di Mario Sasso per la prima trasmissione di Rai 2 sul grande attore. Gli occhi di Totò si muovevano a tempo con una mia tarantella che si trasformava via via in rock sulle note di Malafemmena.

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Logo originale della trasmissione

Laurel & Hardy

Laurel & Hardy
Un fotogramma della sigla di "Due teste senza cervello". Ci lavorò a lungo il videoartista Mario Sasso, alla SBP di Roma, con Virginia Arati che dipingeva elettronicamente 'frame by frame', con un computer costosissimo della Quantel che si chiamava appunto Paintbox. Credo che questa sigla sia stata la prima in Tv ad essere realizzata con questa straordinaria tecnica.

Il mio recording studio

Il mio recording studio
La regia

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La sala di ripresa

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la regia

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La regia

Il ritorno di Ribot 1991

Il ritorno di Ribot 1991
Uno sceneggiato interpretato dal grande cantante e attore franco-armeno Charles Aznavour e Delia Boccardo, diretto da Pino Passalacqua per Rai1 e Antenne2 con la colonna sonora composta da me.

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1

Processo di famiglia di Nanni Fabbri, 1992 per Rai1
Alessandra Martinez, protagonista del film in due puntate con la mia colonna sonora.

Le Gorille

Le Gorille
Serie TV franco anglo italiana che riprende dei film del 1957-58 con Lino Ventura. Il personaggio è Geo Paquet, agente segreto francese, Di questa serie ho musicato 2 episodi, per la regia di Maurizio Lucidi e Duccio Tessari

Top model

Top model
Film con D'Amato

Top model

Top model
Stesso film uscito in Grecia

Top girl

Top girl
Film sequel di D'Amato. Beh, dopo tutte ste top, non poteva mancare la girl!

High finance woman

High finance woman
Altro film di D'Amato con le mie musiche